Suse punta su consulenza e servizi per raggiungere il break even

Attraverso il nuovo modello di business, la società tedesca si aspetta che nel secondo quadrimestre di quest’anno le revenue possano sorpassare le spese

Dopo aver operato lo scorso anno un’importante riorganizzazione e un pesante
taglio del personale, Suse Linux non solo è fiduciosa di poter tornare in attivo
nel 2002, ma, come ha affermato il suo Ceo Gerhard Burtscher, ritiene di
poter raggiungere il break even nel secondo trimestre di
quest’anno.
Come si diceva, per far fornte
alla concorrenza di Red Hat, Microsoft e Sun, nel 2001 la società tedesca ha
riveduto in toto il suo modello di business, intervenendo in modo deciso sui
costi: nel secondo semestre i dipendenti sono passati da 550 a 380, sono stati
chiusi tre dei sette uffici ed è stata fatta marcia in dietro su progetti
che potevano essere strategici ma che però non avrebbero comportato revenue.
Suse si è inoltre riorganizzata e ha nominato Burtscher top
executive.
Il Ceo ha precisato che la business strategy di Suse è oggi
focalizzata su tre principali elementi: la propria
versione di Linux, la consulenza e i servizi e quella sorta di salvadanaio
che sono i prodotti per server venduti attraverso i principali produttori
hardware. Tra questi ultimi, ha sostenuto Burtscher, Ibm Global Services sta
assumendo in modo sempre più preponderante il ruolo di partner
primario.

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