La ricerca chimica di Basf si basa su un supercomputer

HPE_Apollo6000_Pane_2x_mdÈ finalizzata allo sviluppo di un supercomputer da utilizzare nella ricerca chimica industriale la collaborazione avviata da Basf e Hewlett Packard Enterprise per favorire l’applicazione e lo sviluppo di strategie di simulazione e modeling complessi.

Basato sui sistemi HPE Apollo 6000 di ultima generazione (nella foto in alto), architettura Intel Omni-Path e su diverse centinaia di nodi informatici, il nuovo supercomputer è stato sviluppato congiuntamente dagli esperti di ambedue le società e sarà posizionato presso il quartier generale di Basf a Ludwigshafen, in Germania, con lo scopo di digitalizzare la ricerca della società chimica su scala mondiale.

Più velocità di calcolo per una vasta gamma di innovazioni

Martin Brudermüller, Chief Technology Officer, Basf
Martin Brudermüller, Chief Technology Officer, Basf

Stando alle previsioni di Martin Brudermüller, Vice Chairman del Board of Executive Directors e Chief Technology Officer di Basf, il nuovo sistema permetterà di espandere in modo significativo la capacità della Badische Anilin- und Soda Fabrik di eseguire esperimenti virtuali riducendo, al contempo, costi e tempi di commercializzazione, anche grazie alla possibilità di progettare più velocemente nuovi polimeri con proprietà predefinite.

Niente di meno in un’economia sempre più basata sulla disponibilità di dati che, anche grazie ai processori Intel Xeon, promette performance nell’ordine di oltre un Petaflop, cui corrisponde una velocità di un quadrilione di operazioni al secondo, utile a lavorare contemporaneamente su compiti estremamente complessi riducendo drasticamente il tempo di elaborazione.

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