Oracle enterprise cloud, missione compiuta

Fabio Spoletini Country Manager Oracle cloud aperto

Il titolo scelto da Oracle per l’annuale evento che a Milano ha raccolto partner e clienti italiani non ha lasciato adito ad ambiguità: The Cloud Show. Come accade nella strategia aziendale, il cloud doveva essere un protagonista a tutto tondo. E così è stato. Dinanzi a una platea numerosa ed eterogenea, il country manager di Oracle, Fabio Spoletini, ha illustrato come l’azienda ha realizzato la sua strategia e a che punto è ora. È partito però dalla fine. Con una certa soddisfazione ha infatti annunciato: “Missione compiuta – ha affermato –. Missione compiuta perché abbiamo iniziato da diversi anni ad evolvere il portafoglio cloud e oggi abbiamo un’offerta molto forte”.

Secondo Spoletini questo risultato è frutto di “tre passi e di un grade salto. Il primo passo è stato quello di portare in cloud i processi di business, di dar vita al software as a service, per essere più flessibili agili e soprattutto efficaci. Non è l’IT, che deve guidare il processo. Se oggi parliamo di blockchain, machine learning o artificial intelligence è perché stiamo rompendo delle barriere che hanno rappresentato un grande limite. E ciò ci è permesso dalla tecnologia”, ha sottolineato Spolentini.

Il secondo passo è stata l’estensione della piattaforma applicativa attraverso il platform as a service. “Questo è un aspetto molto importante – ha sottolineato il country manager di Oracle – perché quando ci si porta sul cloud bisogna rispettare una regola imperativa: si devono evitare le customizzazioni. È sul platform as a service che noi andiamo a realizzare il ‘vestito su misura’ per le necessità del cliente, facendo evolvere le applicazioni per consentire di beneficare delle nuove feature”.

Terzo passo: l’infrastruttura enterprise, l’Iaas generation 2. “Vogliamo mettere a disposizione delle aziende un cloud enterprise, ovvero un cloud con elevate prestazioni ad altissima affidabilità – ha sostenuto Spoletini –. La nostra intenzione è di consentire di portare in cloud le aree mission critical, perché solo in questo modo si riesce a fare davvero la differenza. Bisogna rivoluzionare i sistemi core”.

Per facilitare che ciò avvenga, Oracle ha quest’anno aggiunto alla propria offerta un elevato livello di automazione, che si è tradotto in pratica nell’autonomous database. “Quando ci sono buchi di sicurezza in un’applicazione, noi rilasciamo una patch – ha detto Spoletini –, ma in media tale patch viene applicata nel giro di 3-4 mesi, ovvero viene mantenuta una situazione di pericolo per alcuni mesi. Per questo abbiamo pensato all’autonomous database, un database che in maniera automatica applica la patch. In pratica abbiamo integrato il machine learning all’interno della nostra tecnologia, operando un cambio di paradigma molto importante”.

Artificial intelligence, machine learning e deep learning sono elementi centrali dell’infrastruttura che Oracle ha messo a punto. E, come evidenzia Spoletini, sono tutti basati su framework open source come del resto tutti i servizi più innovativi in Oracle, sviluppo cloud compreso.

Bianca Granetto, Research Vice President, Gartner's Technology and Service Provider group
Bianca Granetto, Research Vice President, Gartner, ha sottolineato come la transizione al digitale perché sia davvero tale deve portare a un reset del modello di gestione. E il cloud è l'abilitatore ai nuovi modelli di business

Avanti quindi a tutto cloud. E il data center aziendale? “Il data center non verrà abbandonato ma continuerà a rappresentare una parte centrale della strategia delle imprese – ha precisato Spoletini –. Attraverso le cloud machine possiamo portare i nostri servizi cloud all’interno dei data center del cliente perché possa beneficiare degli stessi strumenti disponibili sul cloud pubblico. Il cloud è importantissimo ma per una decina di anni sarà usato in forma ibrida, parte pubblico e parte privato".

Dopo aver chiarito quali sono stai i tre passi fondamentali compiuti da Oracle nella propria strategia, Spoletini ha illustrato quale lui ritiene sia stato il salto epocale: il rapporto con la community open source. “La community è diventata un elemento integrante della strategia di Oracle - ha affermato -. Oggi sono le community a guidare l’innovazione; gli sviluppatori sono talmente tanti che riescono a creare e a innovare come nessun singolo fornitore è in grado di fare. Inoltre, partendo dalla sperimentazione, il sociale permette di creare le competenze sui temi innovativi. E noi vogliamo contribuire all’innovazione perché possa essere usata. Oracle investe nelle community perché sia generata l’innovazione e contribuisce attivamente alla community: l’obiettivo è portare a livello enterprise servizi basati tecnologia open source”.

L’Open Innovation è stato uno degli argomenti cardine di The Cloud Show. In particolare, un panel ha visto Talent Garden e Fastweb illustrare le esperienze di numerose aziende, di diversi settori e dimensioni, che oggi affrontano in modo innovativo le sfide del cloud.

Tra le aziende che in The Cloud Show hanno portato la loro testimonianza troviamo brand come Moleskine, Danieli Officine Meccaniche, Wind Tre, UBI, Cabel Industry, MediaWorld, Siram, Boscolo Tours, A2A, Tecnocasa.

Oracle ha allestito anche una demo area per raccontare in modo semplice come si possono svolgere compiti complessi con le sue applicazioni. Sono stati trattati alcuni dei trend tecnologici oggi più interessanti: dalle chatbot applicate al retail e all’hospitality, all’Internet Of Things più sofisticato (rappresentato tramite una pista di automobiline comandate via Wi-Fi), a come applicare l’Intelligenza Artificiale ai processi aziendali sino al mondo FinTech.

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