
Analisi
Sono sempre di più le donne al timone delle Pmi high-tech
21 Ottobre 2011
Secondo l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato, in Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.
Tuttavia, l’Osservatorio evidenzia che quella di fare impresa è sempre più un’occupazione femminile e le donne si fanno largo anche in settori all’avanguardia e tradizionalmente maschili.
Le imprenditrici impegnate nell’high tech formano una pattuglia di 12.261 “pioniere” che si sono avventurate in ambiti come la robotica, l’elettronica, la chimica farmaceutica, la produzione di software e di apparecchiature di alta precisione, le telecomunicazioni, la ricerca scientifica, la consulenza informatica.
Dall’Osservatorio emerge che le donne a capo di piccole imprese innovative sono il 22,5% del totale degli imprenditori specializzati nei settori high tech.
La frontiera dell’innovazione tecnologica è stata conquistata anche da 3.904 imprenditrici artigiane che hanno trovato terreno particolarmente fertile in alcune zone d’Italia.
Nella classifica stilata da Confartigianato, le regioni e le province con la maggiore presenza di artigiane high tech sono capitanate, nell’ordine, da Valle d’Aosta, Sardegna e Marche. A livello provinciale, a trainare il gruppo delle aree territoriali con il maggior numero di aziende artigiane ad alta tecnologia guidate da donne troviamo Novara, Sassari e Nuoro.
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