Usare Snapchat per la selezione del personale: il caso McDonald’s

Nell’era della comunicazione omnichannel si dice sempre che bisogna raggiungere le persone nei luoghi digitali dove è più facile trovarle.

McDonald’s ha preso questo consiglio particolarmente alla lettera e ha deciso di applicarlo anche a una forma di comunicazione piuttosto particolare: i colloqui di lavoro.

Prevedendo di assumere circa 250 mila lavoratori per il periodo estivo, nei soli Stati Uniti, e considerando che il suo dipendente tipico e un Millennial o quasi, McDonald’s ha deciso di passare attraverso Snapchat.

L’idea di fondo è che Snapchat sia usato da una larga fetta dei potenziali dipendenti americani della catena di fast food, che mediamente hanno dai 16 ai 24 anni.

Piuttosto che usare altri canali più tradizionali per la ricerca del personale che i candidati probabilmente non vedrebbero, McDonald’s ha esteso agli USA un progetto già sviluppato per l’Australia: le snaplication (un gioco di parole derivante da application, ossia la candidatura per una assunzione).

In partnership con Snapchat, McDonald’s ha sviluppato un filtro che mostra l’utente dell’app con una uniforme da fast food. Usando questo filtro il potenziale candidato deve registrare un video personale di una decina di secondi, che viene poi esaminato dallo staff di McDonald’s. In risposta, il candidato riceve un link da seguire per presentare una domanda formale di assunzione.

Il passaggio poi attraverso il normale processo di selezione lascia qualche dubbio su quanto le snaplication contino davvero - McDonald’s dice di sì - nella scelta del personale o se si tratti solo di una intelligente operazione di digital marketing.

Un dubbio legato anche al fatto che McDonald’s tra l’altro veicolerà su Snapchat anche alcuni video più classicamente promozionali. È comunque un esperimento interessante in un settore - la ricerca del personale - che di innovazione ne ha indubbiamente bisogno.

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