Home Soluzioni Agricoltura Smart agriculture: la coltivazione automatizzata è possibile

Smart agriculture: la coltivazione automatizzata è possibile

Le applicazioni della Smart Agriculture sono ormai molte, nel loro ambito viene però sempre considerata fondamentale la presenza dell’agricoltore e in generale del personale umano. Le figure che controllano il sistema e prendono le decisioni più importanti dovranno sempre esserci, ma la manodopera per le operazioni tra la semina e il raccolto compresi potrebbe non essere poi così necessaria.

Dimostrare che è possibile gestire un campo senza personale umano era lo scopo del progetto Hands Free Hectare, avviato lo scorso ottobre in Inghilterra dalla Harper Adams University dello Shropshire.

Mettendo insieme vari elementi di Smart Agriculture, mezzi agricoli automatizzati, GPS, telecamere, sensori e componenti di robotica, i ricercatori hanno voluto seguire un raccolto di orzo dall’inizio alla fine. Complessivamente con successo, dato che il ciclo si è concluso qualche settimana fa.

Quello effettuato da Hands Free Hectare è già stato definito come il raccolto di orzo più costoso della storia, perché il progetto si è basato su uno stanziamento governativo di 200 mila sterline.

Però è comunque la dimostrazione che l’automazione completa del processo agricolo è possibile e l’approccio seguito viene considerato portatore di alcuni specifici vantaggi.

I ricercatori hanno tra l’altro puntato sull’uso di macchine agricole di piccole dimensioni, considerando che quelle più grosse e pasanti alla fine danneggino il suolo e quindi la salute delle piante. In prospettiva, spiegano, i campi dovrebbero essere seguiti da “flotte” di piccoli macchinari autonomi e non da pochi grandi sistemi.

Un altro elemento che viene messo in particolare evidenza è che l’automazione della Smart Agriculture si può perseguire anche senza grandi investimenti.

Le 200 mila sterline impiegate dal progetto sono una bella somma, ma sono servite anche a “robotizzare” da zero macchinari che non erano già automatizzati. Per il resto sono stati usati componenti open source e un drone di facile reperibilità per il monitoraggio del campo.

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