Si rispecchia nei bilanci l’attuale incertezza del mercato Ict

Da una panoramica sui risultati trimestrali e annuali delle principali aziende del settore, emerge il momento difficile, che incide sia sugli utili che sui fatturati. L’unica eccezione arriva da Microsoft. Previsioni contrastanti per il futuro a breve-medio termine.

Tradizionalmente, l’inizio d’anno è tempo di bilanci per la maggior parte delle aziende del settore Ict. Dall’analisi delle cifre è possibile leggere non solo lo stato di salute delle singola società, ma anche la situazione e le prospettive dell’intero comparto a breve-medio termine. Vi proponiamo una sintesi dei dati resi pubblici in queste settimane da alcune delle aziende-faro del settore.


Le non proprio positive condizioni economiche che hanno interessato e continuano a interessare l’universo It, hanno intaccato solo in parte le cifre di Ibm, che ha chiuso il quarto trimestre 2001 con profitti per 2,3 miliardi di dollari, il 13% in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa. E anche nelle vendite, a livello mondiale, le cose sono andate in modo simile. Negli ultimi tre mesi del 2001, Big Blue ha, infatti, riportato 22,8 miliardi di dollari di fatturato, l’11% in meno rispetto al medesimo periodo dell’esercizio precedente. Negli ultimi 12 mesi, la Numero Uno mondiale ha conseguito 85,9 miliardi di dollari di fatturato, il 2,9% in meno rispetto al 2000, mentre gli utili netti sono stati pari a 7,7 miliardi, il 4,6% in meno rispetto a un anno fa. La palma dei peggiori risultati finanziari registrati va, senza dubbio, ai comparti pc e hardware, quest’ultimo crollato, negli ultimi 12 mesi, dell’11,6%, fino a toccare quota 33,4 miliardi di dollari. In controtendenza, la business unit dedicata ai Global Services che, nel 2001, ha registrato un fatturato pari a 35 miliardi di dollari, il 5,4% in più rispetto al 2000.


Microsoft, per converso, ha superato con facilità le stime di fatturato avanzate dagli analisti di Borsa, ma le battaglie in tribunale hanno finito per pesare sugli utili. L’azienda ha pubblicato un dato trimestrale (il secondo dell’esercizio 2002) di 2,28 miliardi di dollari di utile netto, ma sulla cifra lorda ha pesato un onere straordinario di ben 660 milioni in spese legali. Senza questo carico, l’utile per azione sarebbe stato di 49 e non 41 centesimi di dollaro. Un risultato che comunque consente a Microsoft di surclassare le stime che parlavano di un dividendo lordo di 43 centesimi. Un anno fa, in questo stesso periodo, l’utile per azione era stato di 47 centesimi di dollaro a fronte di un utile netto di 2,62 miliardi, dopo il ritocco del lordo di 2,9 miliardi dovuto a perdite legate a precedenti investimenti. In forte crescita il fatturato del trimestre: un più 18 % che porta il colosso di Redmond a un volume d’affari di 7,74 miliardi contro i 6,55 di un anno prima. A dispetto delle incertezze, il fatturato è esploso soprattutto per merito di Windows Xp (le cui vendite sono andate oltre le aspettative), di Xbox e di Msn.

Incerto il mercato dei chip


Risultati in linea con le previsioni, non esaltanti, sono stati conseguiti da Intel nel quarto trimestre. La leader mondiale dei microprocessori ha registrato un utile netto di 504 milioni di dollari, in calo del 77% rispetto ai 2,19 miliardi di dollari del pari periodo dell’anno precedente. Le vendite hanno invece registrato una contrazione del 20%, passando da 8,7 a 6,98 miliardi di dollari. Va detto, comunque, che rispetto al terzo trimestre d’esercizio questi risultati rappresentano un incremento rispettivamente del 375 e del 7%. Delusi sono apparsi gli operatori, non tanto per il calo vistoso dell’utile netto, quanto soprattutto per le previsioni relative al primo trimestre del nuovo esercizio, per il quale si parla di vendite tra i 6,4 e i 7 miliardi di dollari. Insoddisfacenti per chi si aspettava forse qualche sorpresa in più.


Non certo meglio sono andate le cose per la rivale Amd, che, nell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2001, ha riportato perdite pari a 15,8 milioni di dollari. Un risultato neanche lontanamente paragonabile a quei 178 milioni di dollari di entrate nette, o 53 centesimi per azione, registrati nel medesimo periodo dell’esercizio precedente. Ma nettamente migliore rispetto alle aspettative di mercato che, per il quarter in questione, parlavano di perdite nell’ordine dei 18 centesimi per azione e di vendite per 839,7 milioni di dollari. Vendite che, contrariamente a quanto stimato dagli analisti di Thomson Financial/First Call, hanno raggiunto quota 952 milioni di dollari. Un risultato quest’ultimo da imputare, soprattutto, all’incremento della domanda (per i chip Athlon Xp prodotti da Amd) registrato nell’ultima parte dell’anno, solitamente propizio per le vendite nel mercato dell’elettronica di consumo.


Pesanti costi di ristrutturazione e vendite inferiori al previsto hanno costretto Sun ad annunciare un secondo trimestre dell’esercizio 2002 con perdite nette pari a 431 milioni di dollari. Ma, nonostante si tratti del terzo quarter consecutivo in rosso, il produttore ha ribadito di aver notato alcuni segnali di ripresa rispetto al trimestre precedente. Quel che appare evidente, però, è che solo un anno fa i profitti registrati dalla società californiana erano stati 423 milioni di dollari, o 12 centesimi per azione. Nel trimestre da poco chiuso, il fatturato è stato di 3,1 miliardi di dollari, il 9% in più rispetto al primo trimestre dell’anno fiscale 2002, ma il 39% in meno se paragonato a quanto ottenuto alla fine del secondo trimestre 2001. La società, conta comunque di tornare all’utile entro il quarto trimestre di quest’anno.

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