Sei switch per workgroup a 24 porte

La prova di It Labs ha preso in considerazione prodotti adatti per realtà medio-grandi. Particolare attenzione è stata posta nell’esaminare il loro comportamento alle prese con l’implementazione di Vlan, uno degli ambiti applicativi attualmente di maggiore interesse.

All’interno delle architetture di rete, numerose sono le tipologie di prodotti atte a svolgere i compiti relativi all’interconnessione delle macchine e alla gestione del traffico. Accanto al substrato composto dagli hub e, a un livello superiore, dai router, troviamo la categoria degli switch, molto più avanzati dal punto di vista tecnologico e particolarmente indicati nel trattamento complesso delle informazioni che transitano nei network aziendali.


Lo switching dei dati può avvenire su più livelli, a seconda dell’architettura dei prodotti: tipicamente a Layer 2 sui Mac address delle interfacce di rete, a Layer 3 sui protocolli di comunicazione, a Layer 4 per la QoS (Quality of Service) saltando fino al recente Layer 7 per lo smistamento intelligente sui contenuti. Tipicamente, poi, l’utilità di uno switch si rivela nella possibilità di sfruttare connessioni ad alta velocità (Gigabit su doppino di rame oppure su fibra ottica) per consentire il collegamento al backbone aziendale, al fine di costruire un’unica struttura di rete dipartimentale. A questo scopo molti prodotti sono commercializzati in versione modulare con slot preposti all’inserimento di schede opzionali per fornire connettività avanzata.

Le Virtual Lan


Uno degli ambiti applicativi più interessanti, a livello dell’utenza aziendale, è quello relativo alle Vlan (ovvero le Lan virtuali). Il loro uso permette di separare le sottoreti in gruppi logici distinti, gestibili con un unico apparecchio. La presente prova di It Labs ha voluto porre l’attenzione su questo punto, accanto alle caratteristiche di switching già analizzate in test precedenti.


Abbiamo voluto verificare, pertanto, in che modo fosse possibile creare e gestire delle Vlan attraverso l’utilizzo dei tool di configurazione dei prodotti giunti nei nostri laboratori e in che modo le reti virtuali operassero. Il numero di Vlan che è possibile creare varia a seconda dei limiti strutturali di ciascuno switch. A ogni Vlan viene assegnata una o più porte, in modo da creare raggruppamenti di sottoreti indipendenti tra loro. In questo modo è possibile arrivare a coordinare segmenti di rete slegati, gestendoli in maniera centralizzata da un unico apparato che si occupa di distribuire correttamente il traffico, non permettendo a Vlan differenti di dialogare fra loro.


Diverso è il caso di porte in overlapping, ovvero di porte configurate per appartenere a più di una Vlan, in modo da rendere disponibili a tutti servizi di rete centralizzati, come nel caso di un file server oppure di una stampante condivisa.


In ogni caso è possibile gestire queste situazioni in maniera flessibile, riuscendo a costruire topologie di rete sostanzialmente complesse in poco tempo. A questo scopo abbiamo identificato un target di riferimento impostato su switch a 24 porte che riteniamo più che sufficienti per uffici medio/grandi, anche in considerazione del fatto che, attraverso l’inserimento di hub oppure router sugli snodi intermedi, è possibile gestire strutture anche estese con un solo apparecchio.

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