Se l’emergenza non fa sistema

Un Paese a rischio non può permettersi una Protezione civile non efficiente e non tecnologica.

Questa volta non c’è stata la solita polemica sui soccorsi. Ricordate il Pertini dell’Irpinia? Un altro mondo, per fortuna.

Ma orecchie attente, senza pregiudizi, permettono di andare oltre le immagini di Tg che si vantano degli ascolti (complimenti vivissimi), di inviati che raccontano di “tende che spuntano come funghi” (a più di 24 ore di distanza dal sisma) e di gente che sta nelle tende come se fosse una vacanza in un camping.

Non si tratta di fare polemica dicendo che il governo ha sbagliato un’altra volta, non è questo il punto.
La domanda che bisogna farsi, e sulla quale speriamo ci sarà modo di riflettere usciti dall’emergenza, è: la nostra Protezione civile ha gli strumenti necessari per intervenire?

Perché a qualche giorno di distanza dal terribile terremoto c’è ancora gente che dorme in auto, ci sono paesi che i primi soccorritori li hanno visti con due giorni di ritardo, i campi dove si fa colazione con le brioches e altri dove non arriva il pane per tutti e gente che fa tre ore di attesa per mangiare.

Poi c’è il campo affidato alla Regione Lombardia che ha bisogno di brandine e altro materiale.
L’approvvigionamento funziona così.
Il responsabile fa lista chiama la sala operativa della regione che recupera il tutto e poi lo invia in Abruzzo.
Da Milano.

Poi ci sono quelli partiti dalla Liguria.
Prima di partire, però, hanno mandato in Abruzzo una staffetta che dato un’occhiata e fatto l’elenco di ciò che poteva servire.

Qualche dubbio sull’efficienza di una simile procedura è lecito.

L’abnegazione dei tanti volontari, vigili del fuoco, forze dell’ordine non deve servire per mascherare un modello che pare avere più di una pecca. La sicurezza è fatta di procedure e anche di tanta tecnologia.
Un Paese così a rischio come il nostro non può permettersi una Protezione civile non efficiente.
E non tecnologica.

Nell’era dei social network, del wi-fi e del Wimax siamo sicuri che si può fare di meglio che telefonare a Milano per farsi mandare la roba.

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