SaaS e virtualizzazione, le cose ancora da chiarire

Da un’indagine di SafeNet emergono ancora dubbi in merito ai benefici in termini di licensing.

Un'indagine commissionata da SafeNet a Vanson Bourne ha evidenziato il permanere nelle aziende italiane di dubbi su benefici e costi del licensing software.

Le aziende nazionali stanno investendo in Software as a Service (Saas) e virtualizzazione, ma non hanno ancora le idee ben chiare sui vantaggi che possono legittimamente aspettarsi in termini di efficienza di gestione e di riduzione dei costi per le licenze.

L'indagine condotta su 100 grandi aziende italiane evidenzia una grande attenzione per la virtualizzazione, considerata uno dei principali strumenti per ottenere ottimizzazione dei costi e semplificazione del business.

Solo il 13% del campione considera la virtualizzazione non necessaria. Il 31% ha già implementato almeno una soluzione di virtualizzazione, il 45% prevede di farlo e l'11% spera addirittura di poter virtualizzare tutto. Dalla ricerca emerge anche un forte interesse per il Saas.

Il 52% del campione ha già investito in SaaS, il 38% prevede di farlo e il 28% ha scelto forme ibride di SaaS e on-premise. Non manca un 10% ancora escusivamente interessato a soluzioni "on-premise".

Con quali vantaggi? Il 37% di chi già utilizza il software on demand ritiene che sia diventato più semplice gestire applicazioni e software e il 21% pensa di aver beneficiato di una riduzione nei costi delle licenze.

Una precentuale ancora bassa, se si considera che il 46% di chi ha già virtualizzato o si accinge a farlo si aspetta una riduzione dei costi di licensing e il 32% una migliore visibilità su dove risiedano le licenze e su chi le sta utilizzando. Molto richieste anche funzionalità come l'uso simultaneo di più utenti (62%), la possibilità di accedere alle applicazioni in movimento (42%) e l'accesso alle applicazioni offline (36%). L'esperienza ha insegnato alle aziende che con il Saas diventa più dificile gestire la sicurezza (19%) e i costi del software (13%).

Lo studio offre anche un quadro delle modalità con cui le aziende italiane gestiscono le licenze software. Nel 43% dei casi sono gestite dai responsabili It e nel 40% dalle Operations. Il 6% degli intervistati ha delegato la gestione a un team esterno dedicato e il 5% al software vendor. Oltre la metà del campione ha dichiarato di sapere sempre dove risiedono le licenze (58%) e il 50% di conoscerne la scadenza. Inoltre, 1 azienda su 4 monitora ogni mese lo stato delle licenze utilizzando tool sviluppati internamente (31%), sistemi di monitoraggio proprietari (32% ) o sistemi neutri (27%). Il 53% del campione è in regola con le proprie licenze e un 11% è convinto di averne più del necessario. Il 26% del campione ha dichiarato di avere subito dei downtime a causa della mancanza di licenze e il 9% di aver pagato delle multe per lo stesso motivo.

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