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Robot e intelligenza artificiale fanno la pizza

Nella lista delle mansioni che spariranno causa avvento robot dovremo aggiungere anche impastare e cuocere la pizza?

Il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell’Informazione dell’Università Federico II ci ha già pensato, realizzando RoDyMan (Robotic Dynamic Manipulation) il robot in grado di fare la pizza.

In realtà il dipartimento non ha come obiettivo la sostituzione del pizzaiolo ma la tecnologia ha portato il gruppo di lavoro a ideare questa macchina che ha obiettivi di studio più teorici che pratici.

Molto più avanti è andata Zume Pizza, società fondata nel 2015 che utilizza robotica e intelligenza artificiale per fare la pizza.

L’Amazon della pizza

La società in un round di finanziamento ha raccolto oltre 48 milioni di dollari che serviranno ai due fondatori, Julia Collins e Alex Garden, per produrre pizza in modo più conveniente permettendogli di realizzare l’obiettivo di “diventare l’Amazon della pizza”.

Per la produzione Zume utilizza robot realizzati da Abb Robotics al momento in grado di sfornare 370 pizze l’ora.

I clienti ordinano tramite app e Marta – uno dei due robot – inizia la procedura.

Prima spalma la salsa di pomodoro sulla pasta per pizza preparata in precedenza, un rullo trasporta la base a uno dei collaboratori della startup che aggiunge i condimenti.

A questo punto interviene Bruno, l’altro robot, che che carica la pizza all’interno di uno dei 56 forni a disposizione che si trovano all’interno di uno speciale e brevettato furgone per le consegne.

In questo modo le pizze finiscono di cuocersi mentre vengono trasportate ai clienti. Il furgone viene utilizzato se la consegna è superiore ai 12 minuti di strada.

Un team di tre persone

Bruno gestisce i forni da remoto e li regola preventivamente secondo piani di cottura differenti“, spiega Collins. Quando il furgone si trova a 3 minuti e 15 secondi dall’abitazione del cliente, il forno viene attivato e inizia a cuocere. “Per 15 dollari, nessuno riceverà più pizze fredde“, assicura Alex Garden.

Per ora Zume produce solo pizze, ma la tecnologia è in grado di essere utilizzata per l’intero settore del cibo da asporto. L’obiettivo è di realizzare una pizza in quindici minuti (ma si cerca di arrivare a dieci) grazie a un team di tre persone con un costo finale tra i 15 e i 19 dollari, un po’ di più rispetto ai 15 dollari che sono lo standard di Domino’s.

L’automazione però prosegue perché se fino a oggi un addetto tirava la pasta della pizza adesso è stato introdotto Doughbot che può pressare la pasta in nove secondi. Quando la pizza è pronta un un addetto la preleva dal forno mentre una macchina la taglia in otto parti uguali, ognuna di circa 180 calorie. I

nfine, se non va nel furgone viene piazzata in un contenitore realizzato con fibre di canna da zucchero, compostabili al 100%. Il fondo del box è strutturato con una serie di avvallamenti e canaletti che permettono all’olio e ai succhi dei condimenti di non colare qua e là per il contenitore, ma di depositarsi sul fondo in modo che la pizza arrivi in condizioni ideali.

 

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