Rim, tra sviluppatori e Super Apps

Un nuovo approccio allo sviluppo di applicazioni, mentre arriva il supporto locale.

In un momento in cui le applicazioni per il mondo mobile sono il vero driver della crescita del mondo smartphone, è evidente che anche le comunità degli sviluppatori assumono, per le aziende che sulle App fanno affidamento per ampliare la loro offerta, un ruolo sempre più di rilievo.

Accade così che nella filiale italiana di Research In Motion da qualche tempo si stia cercando una persona da inserire in organico per offrire supporto agli sviluppatori.

"E' una figura - spiega Alberto Bevilacqua, responsabile delle attività in Italia - che va oltre quanto è già stato costruito e ancora si continua a costruire con la nostra BlackBerry Alliance. Si tratta di offrire un supporto locale agli sviluppatori che operano in Italia".

Contestualmente, tuttavia, Rim pensa anche alle Apps e al modello che intende perseguire nel prossimo futuro.

"Non ci interessa fare una guerra a chi ha più Apps nel suo Store - spiega il manager -. Ci interessa semmai avere un portafoglio di Apps di qualità, che producano valore sia per chi le sviluppa, sia per chi le utilizza".

Per questo motivo, per BlackBerry si comincia a parlare di SuperApps, quelle, cioè, destinate ad avere un impatto significativo sulla vita di chi le usa.

"Si è partiti dall'email, la killer application per eccellenza. Ora arrivano le SuperApps".

Per potersi definire super, nella vision di Rim, una applicazione deve essere always on, deve integrarsi con le applicazioni native (quali inbox, calendario, agenda), devono essere proattive e sfruttare le Api push. Devono essere contestuali, sociali, ovvero condivisibili su diverse piattaforme e, last but not least, efficienti. Non devono cioè compromettere efficienza del dispositivo nè consumo energetico.

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