ReFS il file system di Windows 8

Rappresenta l’evoluzione di NTFS e introdurrà l’architettura di base per la funzionalità “Storage Spaces”, che consentirà di condividere lo spazio a disposizione su più macchine diverse (pool storage), in modo tale che possa essere impiegato come se si trattasse di un’unica unità di memorizzazione.

Microsoft ha svelato quello che sembra destinato a diventare il file system predefino per la versione “Server” di Windows 8. Il suo nome è Resilient File System (ReFS) e, stando a quanto emerso, introdurrà l’architettura di base per la funzionalità “Storage Spaces” che consentirà di condividere lo spazio a disposizione su più macchine differenti (pool storage) in modo tale che possa essere impiegato così come se si trattasse di un’unica unità di memorizzazione. Surendra Verma e Steven Sinofsky, utilizzando le colonne del blog ufficiale interamente dedicato a Windows 8, hanno spiegato che in una fase iniziale sarà utilizzato come sistema di storage su Windows Server per poi essere portato anche sulle macchine client. Solo in un secondo tempo si potrà usare un disco ReFS come un’unità di boot.

Il file system NTFS, lanciato nel 1993, è oggi diffusissimo. Verma ha quindi puntualizzato che il nuovo ReFS non si proporrà come un sostituto di NTFS quanto, piuttosto, come una sua naturale evoluzione: buona parte del codice usato da ReFS, infatti, poggia proprio su quello alla base di NTFS. L’aspetto sul quale si è lavorato e ci si concentrerà nel prossimo futuro, insomma, consiste nel garantire massima compatibilità con NTFS. Le differenze tra ReFS e NTFS consistono nell’impiego di un nuovo motore, responsabile dell’implentazione e della gestione delle varie strutture sul disco quali la Master File Table, sfruttata per rappresentare file e cartelle.

Le directory saranno rappresentate sotto forma di tabelle (object tables) mentre i file come singole righe contenente il metadato, informazione che fa – essa stessa – riferimento ad un’ulteriore tabella contenente tutti gli attributi del file. Il contenuto del file viene posto in un’altra tabella correlata a sua volta “integrata” nelle precedenti. “Ciò significa che la dimensione dei file e delle cartelle può essere molto grande senza però impattare negativamente sulle prestazioni, superando così le limitazioni di NTFS“, ha osservato Verma.

Interagendo con la funzionalità “Storage Spaces“, ReFS mira a proteggere i dati conservati sul disco scongiurando la perdita di informazioni in seguito, per esempio, a danneggiamenti dell’hard disk parziali o completi. Uno speciale processo si occuperà di scandagliare periodicamente i dati conservati sul disco rilevando eventuali anomalie.

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