Radicalismi

Richard Stallman ingaggia una nuova battaglia contro gli ebook, che, nella sua visione, limitano la libertà. Ma la sua è una battaglia radicale, che abbraccia molti altri ambiti sui qauli non è semplice seguirlo.

A dicembre se l’era presa con Google Chrome e con il cloud computing .
Documenti, relazioni, database e così via non dovrebbero essere memorizzati e gestiti su server di proprietà di terzi. E Chrome, interamente basato su cloud, risente pesantemente di questo vizio d’origine.

Ora nel mirino di Richard Stallman, emblema del Software Libero e delle licenze Gpl, sono finiti gli ebook.
Senza andare troppo per il sottile o cercare inutili metafore, Stallman ha pubblicato un documento intitolato “The Danger of Ebooks”, nel quale sinteticamente confronta i vantaggi dei tradizionali libri cartacei contro i nuovi modelli dell’industria del libro proposti / imposti da player come Amazon.

Il libro di carta si può comprare in forma anonima, pagando in contanti, è di proprietà di chi lo acquista, non ha limitazioni d’uso, non richiede tecnologie proprietarie, può essere prestato, regalato rivenduto, nessuno può imporne la distruzione, può essere copiato, a volte anche legalmente.
Di converso, il libro elettronico così come proposto nel modello di Amazon (citato esplicitamente da Stallman), richiede un’autenticazione prima dell’acquisto, impone restrizioni di utilizzo, si basa su formato proprietario, non prevede la possibilità di essere regalato o venduto e anche il prestito è soggetto a limitazioni, non può essere copiato a causa delle leggi restrittive sul Drm, può essere cancellato da remoto, via kill switch, come in effetti accadde due anni fa.

Il documento di Stallman ha tutta la sostanza della battaglia di libertà: ”We must reject ebooks until they respect our freedom.”, “Dobbiamo dire no agli ebook fino a quando non rispetteranno la nostra libertà”, si legge alla fine del documento.
Libertà, dunque, limitate e compromesse dai sistemi di licenza, dai vincoli legali su Digital Rights Management, dai formati proprietari, diversi dunque da Epub su cui, per amor di verità, sta confluendo tutta l’industria del libro elettronico.

L’invettiva di Stallman ha trovato, come è facile immaginare, ampia eco su siti e blog di informazione e di opinione, raccogliendo anche consensi tra i fautori delle libertà personali.
Per quel che ci riguarda, ci permettiamo solo un paio di osservazioni.
Che l’industria del libro elettronico debba ancora trovare una propria strada che coniughi la sostenibilità del business con i diritti dei consumatori è innegabile.
Parimenti, però, va ricordato che Richard Stallman ha fatto delle sue scelte radicali una bandiera. Per sua stessa ammissione, a tutela della sua privacy non utilizza carta di credito né WiFi in albergo, non ha telefono cellulare per evitare che la sua posizione venga tracciata, non effettua acquisti online, non utilizza servizi in the cloud.
Gli ebook sono una delle mille tappe della sua lunga battaglia in nome della libertà.
Ma siamo davvero disposti a seguirlo tout court?

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