Affidaremo la raccolta delle mele ai robot

Un mercato da quattro miliardi di dollari che si basa quasi completamente su personale umano in una fase in cui questo continua a calare: è la sintesi un po’ estrema dell’ambito della raccolta mele negli Stati Uniti, un’attività che è alla base di un settore molto importante per l’agricoltura statunitense e in cui la richiesta di automazione si sta facendo pressante.

L’evoluzione socio-economica sta infatti facendo progressivamente ridurre il numero di addetti alla raccolta delle mele, che contrariamente a quanto possono pensare i "profani" è una fase molto delicata.

Quello che per noi sembra banale - vedere una mela e raccoglierla senza che si rovini - è invece un problema complesso dal punto di vista della robotica. E dal punto di vista del produttore è anche un problema economico: una mela che cade o viene rovinata durante la raccolta “esce” dal ciclo di vendita e rappresenta comunque una perdita.

Anche per questo molti investitori - tra cui di recente Google Ventures con una decina di milioni di dollari - sono saliti sul treno di Abundant Robotics, una startup statunitense che sta lavorando da qualche tempo a un robot mirato per la raccolta mele. La sua soluzione è ancora a livello di prototipo ma potrebbe arrivare allo stadio di prodotto commerciale già l’anno prossimo.

La startup ha già infatti affrontato e risolto alcuni problemi tecnici, legati ad esempio agli algoritmi di riconoscimento visivo delle mele pronte da raccogliere. Ma soprattutto ha sviluppato un meccanismo di raccolta che riduce al minimo il rischio di rovinare i frutti. Il robot per la raccolta mele non usa infatti manipolatori ma “aspira” le mele con una sorta di bocchettone in gomma morbida.

L’interesse degli investitori in Abundant Robotics è legato anche alle prospettive di sviluppo. Tradizionalmente i robot per la raccolta della frutta hanno sempre dato risultati poco soddisfacenti mentre stavolta il sistema per la raccolta mele sembra essere decisamente efficace. Se potesse essere poi adattato anche ad altri tipi di frutta sarebbe una risposta interessante alla domanda, per ora molto latente, di soluzioni automatizzate in agricoltura.

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