01net

Il quantum computing spinge verso nuove forme di crittografia

Per quanto sia un tema decisamente esoterico per la maggior parte delle aziende, il quantum computing resta al centro di molte iniziative di sviluppo dei principali vendor di settore. Ma con il suo sviluppo il calcolo quantistico potrebbe mettere in crisi alcune fondamenta dell’IT tradizionale in un campo estremamente importante come quello della sicurezza.

Se ne è parlato all’Open Source Summit, dato che il quantum computing sta andando avanti velocemente anche grazie a elementi di software “libero”. Il punto chiave è che gli attuali sistemi di crittografia si basano su algoritmi e procedure nati dal presupposto che un computer impiegherebbe troppo tempo per aggirarli.

La cifratura tradizionale, e in particolare tutti i diffusi sistemi a chiave pubblica, sarebbe invece (più) facilmente “craccabile” da un quantum computer.

Uno dei bersagli più probabili per chi avesse cattive intenzioni e accesso a un sistema di quantum computing funzionante sarebbe una valuta virtuale basata su blockchain, come ad esempio Bitcoin o Ether. Blockchain usa sistemi di crittografia ellittica che potrebbero essere violati da un quantum computer con relativa semplicità.

La chiave pubblica e la firma cifrata di un utente di una blockchain fanno parte di una qualsiasi transazione Bitcoin e sono tutto quello che servirebbe a un computer quantistico per arrivare alla sua chiave privata e impersonare l’utente stesso.

In laboratorio sono già state condotte prove non mirate in questo senso ma che dimostrano indirettamente come la cosa sia possibile usando algoritmi già noti da molto tempo.

Lavorare alla decifrazione via quantum computing diventerà man mano più semplice perché lo sta diventando sviluppare in generale algoritmi per i computer quantistici.

Alcuni strumenti sono già disponibili: D-Wave ha ad esempio un vero e proprio ambiente di sviluppo open source per i suoi elaboratori quantum annealer, mentre IBM permette a chiunque di sperimentare con un computer virtuale da 5 qubit e ha un suo ambiente software specifico con OpenQASM.

Meglio pensarci prima

Si tratta di un problema di cui è inutile preoccuparsi ora perché il quantum computing è ancora lontano? In parte sì, concedono gli esperti, ma pensarci adesso permette di risolvere prima la questione.

Oggi ci sono sistemi di cifratura già noti e particolarmente complessi che sembrano poter resistere anche al calcolo quantistico, il passo successivo è lavorare allo sviluppo di sistemi di crittografia quantistica pensati proprio per difendersi dalla capacità di calcolo dei computer quantici.

Nel campo delle valute digitali è nato proprio con questo scopo, ad esempio, il progetto QRL (Quantum Resistant Ledger), il cui approccio dovrebbe essere seguito da Ethereum.