Quanto costa un Pos al commerciante

Quanto costa un PosLe attività commerciali sono messe a dura prova dall’obbligo di acquistare e di utilizzare il Pos per i pagamenti dei clienti relativi a beni e servizi.

Se l’utilizzo del Pos non prevede costi per l’acquirente, l’esercente deve invece versare una commissione alla banca sugli importi incassati.

L’ultimo osservatorio sui pagamenti elettronici di SosTariffe.it ha analizzato quanto costa un Pos al commerciante, in termini sia di spesa di attivazione sia di incidenza del suo utilizzo sui ricavi annui delle attività.

Lo studio ha dimostrato che attivare un Pos collegato al conto corrente può costare per l’esercente in media oltre 2.000 euro l’anno e che pesa circa il 2% sul ricavato annuo dell’attività. L’indagine ha però rilevato anche che chi confronta le offerte Pos sul mercato può risparmiare fino al 94%.

Secondo studi sull’utilizzo del mobile payment, il 90% degli esercenti su un campione di milione non conosce i costi delle transazioni elettroniche a motivo dell’insufficiente chiarezza da parte delle banche, e per questo, ancora non l’ha attivato. La pena da scontare però è la perdita di molti clienti, perché 7 italiani su dieci preferiscono pagare con carta. I consumatori impossibilitati a pagare con carta scelgono spesso di rinunciare all’acquisto (il 15%) o di recarsi presso altro esercente dotato di Pos per acquistare un prodotto simile (il 16%).

L’acquisto e il possesso di un dispositivo per le transazioni elettroniche comporta spese per costi fissi, canoni mensili e commissioni, ma non tutti gli istituti propongono tariffe astronomiche. Le condizioni di spesa variano infatti di banca in banca. Esistono Pos tradizionali, collegati a linea fissa Adsl o mobili, gestiti da smartphone o tablet. Lo studio di SosTariffe.it ha rilevato come per il terminale del secondo tipo, si spendano in media 76 euro, mentre per un Pos tradizionale 82 euro. Al prezzo d’acquisto va però aggiunto il canone mensile per il servizio, che oscilla tra i 10 e 24 euro.

Messo in questo modo, evidenzia SosTariffe.it, l’acquisto di un Pos potrebbe ritenersi conveniente, se non fosse che per ogni transazione la banca applica percentuali o cifre fisse. La commissione varia in base all’opzione di pagamento dell’acquirente: se il consumatore sceglie di pagare con carta di credito, il commerciante verserà il 2% della cifra transata, se sceglie il bancomat invece, il commerciante pagherà in base alla tariffa Pos attivata, ovvero l’addebito di una percentuale su ogni movimento oppure il versamento di una cifra per ogni transazione più una percentuale dell’importo transato. Nella prima ipotesi il commerciante perderà l’1,29% o l’1,84% dell’importo totale a seconda che la transazione sia avvenuta con Pos mobile o tradizionale, nel secondo caso la perdita sarà dell’1,95% più 2 centesimi o di 1,79% più 0,21 centesimi.

SosTariffe.it, per lo studio relativo a quanto costa un Pos per il negozio, ha posto il focus sui costi medi annui che l’attività commerciale o artigiana deve sopportare per affidarsi alle transazioni elettroniche. Per farlo il ha messo a confronto i costi medi che possono affrontare un ristorante, un negozio di abbigliamento e uno studio medico.

Il risultato è che per un Pos si può arrivare a spendere anche 5.400 euro all’anno, che l’utilizzo di carte di credito collegate a conti correnti  è più costoso, e che accettare pagamenti con bancomat fa risparmiare all’esercente dall’8 al 41% in base al modello di Pos e al tipo di attività. Tuttavia, il dato più curioso è che se tutti pagassero con bancomat sul Pos mobile, quest’ultimo risulterebbe più costoso rispetto al tradizionale con linea fissa (al contrario per la carta di credito è più costoso scegliere un Pos tradizionale).

La spesa minima per la sola attivazione di un Pos invece, si aggira attorno alle 460 euro (cifra minima per Pos tradizionale e pagamenti in modalità bancomat), ma può arrivare anche a 9.180 euro in caso di attivazione Pos tradizionale e pagamenti tutti con carta di credito. Secondo lo studio chi confronta le offerte banca e sceglie la più economica ottiene comunque un risparmio fino al 95%. Bankitalia intanto ha fatto sapere che i Pos sono in calo del 14%. I punti d’accesso infatti, sono passati nel 2015 a 46.029 mila da 53.493 del 2014, a dimostrazione che il dispositivo riscuote molto più successo fra gli acquirenti che fra gli esercenti.

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