Quando il Cfo mette il Cio nell’angolo

Nonostante studi, seminari, corsi e convegni, alla fine le decisioni di spesa spettano a chi tiene in mano i cordoni della borsa: il Cfo.

Se la questione dovesse misurarsi in termini di costi e benefici, ci sarebbe da discutere sull’efficacia di tutte le ore, che una in fila all’altra compongono giorni, mesi e forse anni, destinate a convegni, corsi, seminari sul ruolo del Cio, sulla necessità che il Cio sappia entrare nella stanza dei bottoni, sull’importanza del riconoscimento del ruolo strategico del Chief Information Officer. Per non parlare dei chilometri di carta utilizzati e dei bit occupati per l’analisi scritta delle stesse tematiche.
Ci sarebbe da discuterne, in effetti.
Perché, a quanto pare, siamo di fronte a una clamorosa marcia indietro, per lo meno nei fatti.

È bastata una analisi, presentata nei giorni scorsi da Gartner e Ferf ((Financial Executives Research Foundation), per rendere palese l'evidenza: alla fine le decisioni spettano a chi tiene in mano i cordoni della borsa. Vale a dire il Cfo.
È lui che decide quali spese autorizzare, quali investimenti approvare e quali no. E se il Cfo non percepisce l’It come strategica, il Cio ha ben poca voce in capitolo.

Il Cfo, secondo l’indagine, tende a mantenere ben salda la presa e il ruolo acquisiti.
Magari tenendo a distanza il Cio, il cui ruolo, nella sua visione, è altrettanto ben definito.
In fondo, al Cio viene chiesto di assolvere al suo compito, non di addentrarsi in terreni che non gli competono.

Da questa distanza, dichiarata proprio per bocca degli stessi Cfo, nasce una nuova linea di pensiero.
Posto che il Cio ha ormai ben capito la strategicità del suo ruolo, ora bisogna lavorare sul Cfo.
Non per fargli accettare una Trinità ostica da concepire (Ceo, Cio e Cfo), ma per guidarlo a comprendere la strategicità degli investimenti It e il loro ritorno positivo sul business.

Basterà qualche ciclo di seminari?

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