Qualche dubbio sull’Expo hi-tech

Quanto di ciò che è oggi scritto nel dossier dedicato agli aspetti tecnologici dell’Expo sarà davevro realizzato?

Entusiasmo temperato. E’ questa l’aria che si respira a Milano dopo la vittoria dell’Expo ben sintetizzata dal titolo dell’editoriale del Sole 24 ore a firma di Salvatore Carrubba che è stato anche assessore nella precedente giunta Albertini.

Più idee che cemento è l’invocazione del quotidiano di viale Monterosa che già nei giorni scorsi con un’intervista a Marco Vitale, economista e anche ex assessore del comune milanese, aveva messo le mani avanti ricordando che l’Expo deve essere un’occasione di sviluppo per la città e non un modo per fare affari ai soliti noti.

Tanto per capirci a Milano esiste ancora un albergo non finito, che ora dovrebbe essere abbattuto, realizzato per i mondiali di Italia 90.
Ma questi sono temi che ci portano lontano dalle questioni che siamo soliti affrontare.
 
L’Expo 2015 dovrebbe essere infatti anche un evento tecnologico.
A questo proposito su 01net
abbiamo presentato quella parte di dossier che parla di cosa sarà dal punto di vista high tech la kermesse.
Il dossier, lo diciamo subito, ci lascia perplessi anche se ha una grande attenuante: è difficile immagina re oggi quale sarà il livello tecnologico raggiunto fra qualche anno in un settore che viaggia a velocità doppia rispetto ad altri comparti.

Rimane però l’impressione che quella parte di dossier non abbia un grande significato e che forse di quell’elenco vedremo ben poco. Che senso ha infatti parlare di un device I-cam che dovrebbe funzionare solo a Milano?
Ricorda un po’ il progetto del cordless cittadino che non ha avuto molta fortuna e che dovrà fare i conti con cellulari che all’epoca parleranno anche con Marte.
 
E poi, vista la previsione di 29 milioni di turisti quanti I-cam saranno prodotti?
E da chi?

Domande alle quali nessuno può dare una risposta anche perché la bizzarria sta nell’idea iniziale, gli altri sono dettagli. Poi c’è l’idea dei sensori per comunicare in real time con gli automobilisti e dare indicazioni sul traffico. Nessuno ha pensato ai navigatori che possono ricevere che ricevono informazioni in tempo reale e segnalano la situazione delle strade?

Già oggi il navigatore è un oggetto di uso comune, nel 2015 probabilmente l’avremo incorporato anche nelle giacche che indosseremo.
Non si tratta di fare i futurologi, ma di osservare con un minimo di attenzione cosa sta succedendo oggi. Sappiamo benissimo che non è certo questa la parte principale del dossier, ma visto che l’Expo dovrebbe lasciare un’eredità positiva alla città ci accontenteremmo di avere la possibilità di connetterci ovunque con qualsiasi aggeggio che avremo in mano e magari presentarci al mondo con un sistema di infomobilità dei trasporti che ci permetta di non morire di traffico.

Il problema è anche avvisare dove si formano le code, ma soprattutto fare sì che quei 29 milioni di turisti (ma probabilmente saranno meno) utilizzino i mezzi pubblici e non facciano morire di smog.
Su questo stiamo già dando.

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