Arriva il Punto impresa digitale, per innovare le Pmi

Diffondere la cultura e la pratica del digitale nelle micro, piccole e medie imprese. È questo l’obiettivo dei PID, Punti impresa digitale, la rete fisica e virtuale che le Camere di commercio stanno realizzando su tutto il territorio.

Il progetto che si inserisce all’interno del Piano nazionale Industria 4.0 prevede la diffusione delle conoscenze di base sulle tecnologie di Industria 4.0; mappatura della maturità digitale delle imprese e assistenza nell’avvio di processi di digitalizzazione attraverso i servizi di assessment e mentoring; corsi di formazione su competenze di base nel settore digitale; orientamento verso strutture più specialistiche come i Digital innovation hub e i Competence center.

I voucher per la digitalizzazione

Attraverso l’erogazione di voucher, le Camere di commercio forniscono anche un sostegno economico alle iniziative di digitalizzazione implementate dalle aziende del proprio territorio in ottica Industria 4.0.

A questa linea di attività è destinato quasi il 40% dei 116 milioni di euro messi in campo dal sistema camerale attivando risorse incrementali finalizzate alla realizzazione del progetto.

"Tante imprese sono coscienti dei vantaggi competitivi legati all’introduzione della digitalizzazione all’interno della propria struttura. Lo dimostra il fatto che il 65,8% delle medie imprese conosce il piano Impresa 4.0 e, di queste, 2 su 5 vorrebbero avviare lo sviluppo delle tecnologie digitali per migliorare la propria efficienza".

È quanto ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. "Tuttavia esiste ancora una vasta realtà imprenditoriale che fa fatica a comprendere la portata della rivoluzione 4.0”. 

Dove sono i PID

Attraverso il sito Punto impresa digitale promosso da Unioncamere e realizzato da InfoCamere è possibile individuare la mappa dei Pid localizzati presso le Camere di commercio; conoscere gli eventi, le iniziative e servizi offerti dal sistema camerale per i Punti impresa digitale; informarsi sulle modalità di erogazione dei voucher.

Qualche giorno fa è toccato alla Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza, Lodi aprire i termini per la domanda di contributo per formazione e consulenza (2,5 milioni totali disponibili per singolo voucher fino a 5mila euro).

La Camera di commercio lombarda è una delle 333 che hanno già varato il bando per le domande di accesso ai voucher.

L’importo massimo del contributo varia a seconda della Camera di commercio, si va da 1.000/1.500 euro a 10mila euro. Le attività agevolabili sono formazione e consulenza sull’utilizzo di tecnologie di Industria 4.0.

Due le misure previste dai vari bandi. La prima prevede servizi di formazione e consulenza, mentre la seconda prevede progetti che coinvolgono fino a 20 imprese volti a favorire il trasferimento di soluzioni tecnologiche o a realizzare innovazioni e implementare modelli di business derivanti dall’applicazione di tecnologie 4.0.

Il contributo copre dal 50 al 75% delle spese ammissibili. Per ora i primi dati dicono che i contributi stanno funzionando a metà: bene quelli di grossa taglia, attorno ai 10mila euro, meno quelli di importo intorno ai 2mila euro.

 

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