Public + Enabling infrastructure = Hybrid Cloud

A distanza di un anno, le zone d'ombra sulla comprensione del cloud sono svanite, chiarendo la strada per le aziende italiane. “È stato compreso che esistono due strade: da una parte il public cloud, dall’altra la Cloud Enabling Infrastructure”, ha affermato Alessandro Piva, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Cloud & Ict as a Service del Politecnico di Milano; “se la prima è disruptive e veloce, la seconda richiede investimenti, percorsi abilitanti ed evoluzione del patrimonio infrastrutturale e applicativo”.

È quanto emerge dalla fotografia scattata dall'Osservatorio Cloud & Ict as a Service, giunto alla quinta edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.
La ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Cloud davvero, semplice ma non banale” ha analizzato dettagliatamente l’evoluzione dell’offerta e i modelli di adozione di tale modello nelle aziende di grandi, medie e piccole dimensioni coinvolgendo 600 Cio e responsabili It di imprese italiane.

Il mercato Cloud in Italia viene stimato in crescita del 25% nel 2015 ed è destinato a raggiungere un valore pari a 1,51 miliardi di Euro. Contribuiscono a questa stima soprattutto gli investimenti dedicati alla Cloud Enabling Infrastructure, ovvero quelli impiegati per aggiornare il patrimonio infrastrutturale e applicativo già esistente in azienda, che valgono in Italia 1,05 miliardi di euro e crescono del 21%, e quelli dedicati al Public Cloud, stimabili in 460 milioni di euro, in crescita del 35% anno su anno.

Attenzione ad analisi e pianificazione

“Ad oggi solo l’8% delle aziende ha raggiunto una configurazione di cloud ibrido”, ha detto Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Cloud & Ict as a Service, “ed è ragionevole prevedere un’accelerazione”.
L’analisi delle esperienze censite dall’Osservatorio ha permesso di sviluppare il Cloud Project Framewok, un modello che, a partire dall’identificazione delle fasi che caratterizzano un progetto It, identifica le variabili che occorre considerare nella gestione di un progetto Cloud e consente così di identificare le nuove competenze e professionalità da sviluppare per passare efficacemente da un modello informativo tradizionale a uno as a Service.
Per quanto riguarda le singole attività previste all’interno delle fasi, i risultati della survey indicano che le attività reputate più complesse rientrano nella fase di Analyse&Plan: in particolar modo, la definizione delle Sla del contratto è critica per il 64% del campione e la valutazione di rischi, tempi e costi risulta più complessa nel 61% dei casi. Inoltre, il 53% delle aziende ritiene maggiormente complessi la misurazione e il monitoraggio delle performance.

Il principale elemento che rende maggiormente articolate le varie fasi, in modo trasversale, risulta essere la mancanza di risorse e competenze necessarie per svolgere l’attività (53%). Il successo o meno del processo di adozione del Cloud dipende quindi fortemente dall’acquisizione di nuove competenze prima non possedute dall’azienda o solo in parte sfruttate: particolarmente rilevanti sono quelle di Supply Management, Contract Management, Enterprise Architecture, Change Management e Performance Management.

"Il cloud può rappresentare un abilitatore strategico per le imprese e, in virtù di questo, un motore di crescita per il business in Italia, ed Hp intende accompagnare le aziende in questo percorso di trasformazione in qualità di partner tecnologico nell’approccio al cloud”, ha dichiarato Agostino Rosso, Emea Chief Technologist, Hp Enterprise Services. “Grazie a competenze progettuali, a sistemi informativi aziendali open e innovativi, a servizi cloud enterprise e attraverso scelte abilitanti sull’aggiornamento delle infrastrutture e degli applicativi pregressi”, ha continuato Rosso, “l'auspicio di Hp è che l’It possa giocare sempre più un ruolo centrale nelle decisioni di business e accelerare così l’impiego di modelli cloud ibridi per incrementare la competitività delle organizzazioni”.

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