Pubblicità, si arresta l’emorragia degli investimenti

Nielsen segnala una contrazione del 3,7% nello scorso novembre, con Tv, Radio e Cinema che tornano a crescere

Gli ultimi dati di Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia indicano, se non proprio l’uscita dal tunnel, che il peggio è forse alle spalle. Nel periodo gennaio-novembe dello scorso anno gli investimenti pubblicitari in Italia sono ammontati a 7.766 milioni di euro, con una flessione del 14,4% rispetto ai corrispondenti undici mesi del 2008. Considerando il solo mese di novembre, tuttavia, la diminuzione si fa decisamente meno marcata (-3,7), grazie ai valori in crescita messi a segno da Televisione, la Radio, il Cinema, Internet e l’Out of Home Tv e grazie, anche, a un trend un po’ meno negativo per i quotidiani.
L’andamento del mese di novembre è di buon auspicio, considerando i “chiari di luna” da cui il settore proviene, soprattutto nel confronto con il mese di ottobre 2008: lì il calo sui dieci mesi era stato del 15,6% rispetto al corrispondente periodo del 2008, mentre il singolo mese di ottobre aveva messo a segno un -12,5%.

Nel dettaglio, secondo i dati Nielsen aggiornati alla fine dello scorso novembre, la televisione (canali generalisti e satellitari Sky e Fox) ha registrato una flessione dell'11,1% negli undici mesi e una crescita del 2,8% nel singolo mese. Andamenti positivi sul mese in particolare per: alimentari, telecomunicazioni, bevande/alcolici e toiletries.
La stampa da gennaio a novembre ha mostrato un calo del 22,5% e i soli quotidiani a pagamento del 17,3%, con l’automobile a -27,9%, l’abbigliamento a -20,7% e la distribuzione a -21,4%. Questi tre settori nel confronto mensile (novembre 2009 su novembre 2008) hanno registrto però variazioni positive rispettivamente del +25,5%, +2,3% e +2,6%. In contrazione anche la raccolta dei quotidiani Free/Pay Press (-27,5%). Condideranto gli undici mesi, i periodici sono diminuiti del 29,1%.

Quanto alla radio, alla contrazione del 10,1% da inizio anno, sisi è contrapposto il +20,1% del mese grazie alle performance di auto, alimentari, telecomunicazioni e finanza.
Per quanto riguarda gli altri mezzi gli andamenti sul periodo cumulato registrati da Nielsen sono: affissioni -25,3%, cinema -7,8%, out of home Tv -2,9% e direct mail -17,0%. Il Web è cresciuto del 4,6% grazie all’apporto della tipologia Search. Uno sguardo ai principali investitori pubblicitari segnala Wind, Ferrero, Unilever, Vodafone, Tim, Barilla, Procter&Gamble, Volkswagen, L’Oreal e la new entry Telecom a guidare la classifica. Questi top spender hanno speso da gennaio a novembre 1.131 milioni di euro, in calo del -6,3% sul corrispondente periodo dell’anno precedente.

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