Programma Operativo Nazionale, 102 milioni di euro alle Pmi del Mezzogiorno

Programma operativo nazionalePromuovere la competitività delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno, migliorando le condizioni di accesso al credito attraverso una forma di intervento mirata e basata sul ricorso a strumenti di ingegneria finanziaria. Questa è la finalità dell'Iniziativa Pmi 2014 – 2020 del nuovo Programma Operativo Nazionale (PON) approvato dalla Commissione europea nei giorni scorsi.

L’ambito territoriale del Programma è relativo a otto Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise e Sardegna. La dotazione finanziaria è di 102,5 milioni di euro e deriva da uno specifico conferimento del PON “Imprese e Competitività” 2014-2020, già approvato lo scorso 23 giugno e che si è provveduto a riprogrammare.

Alle risorse stanziate direttamente nell’ambito del programma si aggiungeranno ulteriori risorse, da disciplinare all’interno del previsto Accordo di finanziamento tra Autorità di Gestione e Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei) e derivanti in parte da fonti di natura nazionale, per un importo analogo a quello previsto come contribuzione Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e in parte dal programma Cosme (Programma Europeo per le Pmi).

Il programma agirà attraverso operazioni di cartolarizzazione di portafogli di prestiti bancari esistenti, in maniera sinergica rispetto alla corrispondente azione svolta dal Fondo centrale di garanzia nel PON “Imprese e Competitività”, che fornisce garanzie alle banche e agli intermediari finanziari riferite sia a singole operazioni finanziarie, sia a portafogli di operazioni.

La cartolarizzazione di prestiti esistenti consentirà alle banche che aderiranno all’iniziativa di liberare capitale di vigilanza. Il capitale liberato sarà utilizzato dalle stesse banche per erogare nuovi finanziamenti a tasso agevolato alle Pmi localizzate nelle Regioni del Mezzogiorno, per un ammontare complessivo di almeno 1,2 miliardi con un effetto moltiplicatore pari a 6 sulle risorse pubbliche dedicate all’iniziativa.

Al fine di massimizzare l’efficacia dell’iniziativa, è previsto che una quota consistente dei prestiti da cartolarizzare debba essere assistita dalla garanzia dei confidi. Tale previsione consentirà, a parità di risorse stanziate, una liberazione di capitale non solo in capo alle banche ma anche ai ai confidi, rendendo così disponibili importanti risorse per la concessione di nuove garanzie in favore delle Pmi.

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