Primo voto anti-cookie in Europa

L’emendamento non è ancora ratificato ma già le associazioni dei pubblicitari insorgono: non c’è bisogno di una nuova legge che tuteli la privacy, le regolamentazioni vigenti dovrebbero già bastare

Il Parlamento europeo ha votato martedì l’adozione di un emendamento alla direttiva sulla raccolta elettronica dei dati e sulla privacy per limitare l’utilizzo dei cookie. Se il voto verrà ratificato ai Web site verrà fatto obbligo di chiedere in modo esplicito agli utenti se desiderano o meno accettare i cookie, cosa considerata deleteria dalle agenzie pubblicitarie.

Di fatto si trovano opposti due schieramenti: da un lato i rappresentanti legali dei consumatori, i quali sostengono che l’utilizzo dei cookie aumenta la vulnerabilità e pone seri problemi legati alla privacy, dall’altro associazioni quali l’Internet Advertising Community o l’Interactive Advertising Bureau che avversano in modo deciso il provvedimento, sostenendo che per le sole società britanniche comporterebbe perdite per 187 milioni di sterline.

In particolare, le associazioni sostengono che le legislazioni vigenti già proibiscono l’utilizzo dei cookie per la raccolta di dati personali, e che dunque non vi sarebbe bisogno di alcuna reiterazione della normativa.

Di converso, inibire i cookie in alcuni siti di commercio elettronico – Amazon è un esempio per tutti – pone problemi di fruibilità agli utenti, poiché impone di ricreare ogni volta la lista delle preferenze.
In particolare, l’Iab ha reso nota la propria intenzione di fare pressioni sui governi nazionali prima della prossima seduta del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe aver luogo nel mese di dicembre.

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