Prevenzione dell’usura: finanziamenti a imprese a elevato rischio finanziario

Al fine di prevenire il fenomeno dell’usura, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stanziato oltre 32 milioni di euro in contributi finalizzati alla concessione di garanzie per l’accesso al credito di imprese e famiglie.

La notizia arriva dalla Commissione di gestione del Fondo per la prevenzione dell’usura che, alimentata con i proventi delle sanzioni antiriciclaggio, opera dal 1998 appunto con lo scopo di prevenire il fenomeno dell’usura, agevolando l’accesso al credito di famiglie e imprese in difficoltà, differentemente dal Fondo gestito dal Ministero dell’Interno destinato invece al risarcimento delle vittime dell’usura.

Nel complesso, attraverso il Fondo per la prevenzione dell’usura, dal 1998 fino a oggi, il Dipartimento del Tesoro del Mef ha già erogato circa 590 milioni di euro finalizzati alla concessione di garanzie. Tali risorse hanno consentito di garantire oltre 68.000 finanziamenti, per un importo complessivo di oltre 1,8 miliardi di euro, grazie al meccanismo della leva finanziaria.
A beneficiare dei contributi del Fondo, saranno 33 fra associazioni e fondazioni del Terzo settore che svolgono attività di assistenza e solidarietà in favore dei soggetti in difficoltà economica, nonché 144 Confidi, ovvero strutture consortili o cooperative, espressione di imprese appartenenti allo stesso settore produttivo o alla stessa area geografica, che svolgono un’attività di tipo mutualistico finalizzata alla prestazione di garanzie per agevolare le imprese associate ad accedere ai finanziamenti presso le banche.

In particolare, i Confidi garantiscono fino all’80% dei finanziamenti a medio termine (fino a 8 anni) e incrementi di linee di credito a breve termine a favore delle Pmi a elevato rischio finanziario, ossia le imprese cui sia stata rifiutata una domanda di finanziamento anche se già garantita al 50% dagli stessi Confidi.

I contributi sono ripartiti sulla base di una combinazione di indicatori collegati sia all’efficienza nella capacità di spesa dei contributi ricevuti da parte dei beneficiari, sia all’indice del rischio di usura presente nell’ambito territoriale dove opera l’ente assegnatario, indice prodotto avvalendosi di indicatori finanziari, economici, criminologici e di un’analisi sociale del fenomeno dell’usura, calcolato su tutte le province italiane.

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