Podcast, cosa sono e come funzionano

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Approfondimenti –

Si stanno diffondendo grazie al formato MP3. Non sostituiranno la radio e nel mondo dell’informazione sono ben più di una moda

aprile 2006 Per capire cos’è un podcast può essere utile
partire dal nome stesso. Podcast, infatti, è l’unione di due termini
significativi: iPod e Broadcasting. Il primo, ormai di uso comune, è
il nome dato da Apple ai suoi lettori MP3 portatili, diversificatisi ormai con
altre sigle come Nano, Shuffle, e altri ancora. Il secondo, invece, è
un termine più tecnico che appartiene al mondo della radio/tv diffusione.

Il motivo per cui i due termini sono stati sintetizzati in uno solo ci porta
dunque a comprendere questa nuova parola. Un podcast è una trasmissione
radio o video
(da intendere come un programma o, comunque, un contenuto)
registrata digitalmente, resa disponibile su Internet (e fin qui nulla di nuovo),
ma utilizzando un codice che la rende scaricabile e riproducibile in un secondo
momento, anche su un lettore portatile.

In pratica: se vi siete persi una puntata del vostro programma radio preferito,
potete andare sul sito della radio, se fa uso di podcast, individuare la registrazione
della puntata e ascoltarvela sul PC, oppure trasferire la trasmissione sul vostro
lettore MP3 portatile (non deve essere per forza un iPod!) e ascoltarvela in
metropolitana, sul pullman o durante un momento di relax, ovunque voi siate.
Il fatto che nel nome sia citato il riproduttore di Apple è, infatti,
solo un caso dovuto al fatto che quando nel 2004 furono inventati i podcast,
il lettore di musica digitale compressa più diffuso e conosciuto era
appunto l’iPod.

Meglio dello streaming
Facciamo subito un po’ di chiarezza. Qualcuno si starà domandando che
differenza ci sia tra questi podcast e, per esempio, la tecnologia streaming
già incontrata più volte durante il download di contenuti audio
e video da Internet, in particolare per l’ascolto in diretta di trasmissioni
radio. Lo streaming ha come caratteristica il fatto di non
permettere l’utilizzo di più canali di download, ovvero non si possono
ascoltare più trasmissioni nello stesso momento. Invece il podcast,
che funziona scaricando una vera e propria copia compressa della trasmissione
sul disco fisso, non solo può effettuare il download di più contenuti
simultaneamente, ma consente l’ascolto del programma in un secondo tempo e su
un supporto diverso dal PC. In questo modo il collegamento a Internet, con relativi
consumi, non è necessario durante la fase di ascolto.

Dove si trovano i podcast
Dunque, un podcast è un contenuto audio o video scaricabile direttamente
da un sito Web o tramite un apposito software detto aggregatore
(o client). Come avviene per le news in formato feed RSS, anche per i podcast
si può utilizzare un client per abbonarsi ai servizi che li pubblicano,
per scaricarli e soprattutto per essere aggiornati ogni volta che vengono aggiunti
nuovi contenuti dagli autori. Poiché, infatti, un podcast è semplicemente
un file che può essere scaricato sul proprio PC e utilizzato a proprio
piacimento, la cosa veramente importante è ciò che sta attorno
alla mera azione di download.

E di questo si occupa, appunto, l’aggregatore: prima di scaricare un podcast
è necessario individuare una lista di servizi a cui abbonarsi, possibilmente
suddivisa sulla base dei contenuti dei podcast. Dopo il download, invece, è
fondamentale essere avvisati nei giorni successivi se ci sono novità
da scaricare, almeno per i podcast cui ci si è abbonati (gratuitamente)
e che sono stati inseriti nell’elenco personale.

Un esempio pratico può servire per fare più chiarezza. Se una
trasmissione radio va in onda in orari in cui non possiamo ascoltarla, fa comodo
scaricare il programma e ascoltarlo quando è possibile. Ma se la trasmissione
è a puntate, è fondamentale che ogni volta che la nuova puntata
viene aggiunta tra i contenuti scaricabili il software ci avvisi. A questo
indirizzo
trovate un elenco dei principali aggregatori.

Va detto, però, che il software più utilizzato è ancora
una volta iTunes, la libreria multimediale sviluppata da Apple e aggiornata,
a partire dalla release 6, al download dei podcast. Per chi possedesse già
una versione del programma di Apple, il suggerimento è di visitare
la pagina
Apple che spiega come usare al meglio i podcast con iTunes.

Per indicare i siti dove si possono trovare e ascoltare i podcast, invece,
considerando il successo planetario di cui godono e il fatto che chiunque può
pubblicarne quanti ne vuole senza particolari difficoltà tecniche, occorre
senza dubbio operare una selezione.

È sufficiente digitare “podcast” in qualsiasi motore di
ricerca per visualizzare centinaia di risultati. Ma tra i siti di riferimento
dovete considerare senza dubbio di fare visita a www.podcast.net
e a www.ipodder.org. Il
primo è la principale directory di podcast attualmente presente su Web.
Vi è la possibilità di selezionare, in ordine alfabetico, migliaia
di podcast suddivisi in base alla tematica trattata: si va dalla A di Arts (per
i podcast che in qualche modo sono considerati artistici) alla Z di Zen. Per
ogni categoria vi sono diversi podcast, di vari autori.

Il secondo è uno dei siti più conosciuti dai podcaster di tutto
il mondo perché unisce il proprio nome a uno dei primi aggregatori (ipodder,
che oggi si chiama Juice) scaricabile dal sito stesso, e perché
all’interno delle sue pagine si trovano indirizzi ai podcast più disparati
e anche le principali nozioni per chi volesse lanciarsi nel fai-da-te del podcasting.

Ci sono anche i video podcast
I podcast sono l’ennesima creazione susseguente l’invenzione della musica in
formato digitale compresso. In una parola, se non ci fossero gli MP3, in grado
di comprimere un file originale da 40 MB in uno 10 volte più leggero
(da 4 MB), non esisterebbero i contenuti multimediali su Internet. Per questo
motivo, i primi podcast hanno interessato esclusivamente il mondo dell’audio.

L’invenzione del formato compresso per il video, il DivX, ha però permesso
di estendere quasi subito le possibilità dei podcast al mondo video,
e sono nati i video podcast. Si tratta dell’identico concetto visto per i cugini
file audio, applicato ai file video. E i software per la loro riproduzione sono
gli stessi adatti ai podcast, solo dotati di un visualizzatore delle immagini.
iTunes, per esempio, fornisce negli elenchi gli indirizzi a podcast e videopodcast
e, grazie alle ultime implementazioni, anche i contenuti video sono riproducibili
all’interno della medesima interfaccia.

Come si creano
La tecnologia che permette la creazione di podcast non solo permette di ricevere
e ascoltare programmi radio ovunque, ma consente anche a chiunque di condurre
e proporre sul Web la propria trasmissione, basata su contenuti ideati e prodotti
in casa. Per poterlo fare servono solo un PC, un paio di software freeware specifici
per la creazione del podcast, una buona connessione a Internet e soprattutto…le
idee chiare su cosa dire.

Procediamo con ordine. Trattandosi di file audio, occorre possedere un microfono
da collegare al PC e un software di registrazione per creare i file sonori digitali.
Microfoni da pochi euro e il registratore di suoni di Windows (Start,
Programmi, Accessori, Svago
) sono più che sufficiente per cominciare.
Si inserisce il microfono nel connettore mic-in o il registratore nel line-in
della scheda audio, e si procede alla registrazione.

Tenete però presente che se le vostre intenzioni sono più professionali
occorrerà passare a un microfono di più elevata qualità,
in grado di “raccogliere” tutte le sfumature della vostra voce,
e a una scheda audio di buona qualità. Se poi volete aggiungere alla
voce anche altri effetti o semplicemente una colonna sonora, allora dovrete
pensare anche a un software per l’editing dei vostri file. Audacity
è un ottimo freeware che può fare molto per rendere più
professionale il vostro podcast e, soprattutto, è in grado di salvare
la registrazione in formato MP3.

Quando la vostra trasmissione è pronta, ovvero vi soddisfa, per renderla
disponibile agli altri navigatori occorre un sito su cui pubblicarla. Dunque,
si tratta di capire su quale sito e come si fa a pubblicare un podcast. Come
accade per i blog, vi sono diversi siti che possono ospitare il vostro podcast.
Alcuni li abbiamo già visti (podcast.net e ipodder.org), e a questi potete
aggiungere anche indirizzi quali Podcasting.com, Podcastalley.com, Podcastcentral.com,
Podcastingnews.com, Thepodcastnetwork.com, Podcastdirectory.com e, in lingua
italiana, podcastdirectory.it e audiocast.it/podlist.

Il vostro stesso blog, se lo possedete, può essere un luogo in cui
pubblicare i podcast che avete prodotto, e in molti già lo fanno con
grande successo. Ma ovunque scegliate di pubblicare, occorre un altro passaggio
fondamentale per rendere possibile ai navigatori di tutto il mondo l’ascolto
dei vostri programmi, ovvero trasformare il vostro file audio in un feed RSS.

Per semplificare la spiegazione di questo passaggio si può azzardare
un parallelo. Fino a qualche anno fa, per creare un sito Web era necessario
conoscere il linguaggio HTML. Poi sono sopraggiunti i programmi in grado di
“tradurre” automaticamente un normale file di testo in una pagina
visibile in Internet tramite i browser usati per navigare. Anche per i podcast,
serve questo passaggio per rendere fruibile un semplice file audio o video sul
Web.

Per farlo bisogna conoscere il linguaggio XML, e impostare un tag specifico
per ogni contenuto del vostro file. Oppure, è possibile andare a caccia
di un programma in grado di effettuare la conversione automaticamente. Tali
software sono necessari per riscrivere il vostro file audio (compresso in MP3)
o video (compresso in DivX) in feed RSS. Uno tra i più utilizzati è
FeedForAll. Un ottimo
sito per approfondire questo argomento e per trovare tutti gli strumenti software
necessari alla creazione di un podcast è www.podcasting-tools.com.

La strada per il successo
Per creare un podcast di successo bisogna prima di tutto avere molta fortuna.
Però, alcuni accorgimenti possono dare una “spinta” ai vostri
contenuti. Innanzitutto, scegliete una directory frequentata, ovvero pubblicate
i vostri podcast su siti conosciuti. Se conoscete l’inglese, chiedete ospitalità
a una directory internazionale che vi garantisca più visibilità.

Create un podcast solo quando avete qualcosa di interessante da dire, e studiate
un modo originale per comunicare. Va bene anche solo la voce, ma potete inventare
un modo nuovo di pronunciare le parole, o strani accenti, e via dicendo.

Ma la cosa più importante vale per i podcast come per i blog: non cercate
di compiacere l’eventuale pubblico anche perché, in questo caso, sarà
difficile averne uno. Piuttosto siate voi stessi, mettetevi in gioco. I blogger
e i podcaster di maggior successo concordano su questo punto: al pubblico interessa
la verità più che la perfezione della comunicazione.

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