Pmi, la cultura dell’e-business è lontana

Luglio/agosto 2009Poco consapevoli delle opportunità che gli strumenti di e-business rappresentano. Così paiono oggi le piccole e medie imprese, alla luce di quanto emerge dai risultati del Primo Osservatorio sull’e-business nelle i …

Luglio/agosto 2009

Poco consapevoli delle opportunità che gli strumenti di e-business rappresentano. Così paiono oggi le piccole e medie imprese, alla luce di quanto emerge dai risultati del Primo Osservatorio sull’e-business nelle imprese italiane, commissionato all’Istituto di ricerche Sinaptica da eBit Marketing and Retail Innovation.

Per l’indagine sono stati interpellati 120 top manager di aziende dell’industria, del commercio e dei servizi, ripartite per classi di fatturato.
Nel 98% dei casi, i manager ancora confondono l’e-business con la realizzazione di un sito aziendale, anche se nel 51% dei casi si usano attività di Web marketing e nel 59% si fa ricorso alle newsletter per comunicare prodotti e servizi.

Meno usato, il Crm si ritrova nel 45% delle imprese interpellate, mentre le extranet sono utilizzate dal 38% delle aziende, per la gestione della base clienti. Ancora scarso è il ricorso a e-commerce e acquisti online. Le percentuali sono alla soglia del 30% per un peso complessivo nell’ordine del 7% sul totale degli acquisti. E si scende ulteriormente al di sotto del 30% quando si analizzano i tipici strumenti Web 2.0 o addirittura il mobile, usato solo nel 16% dei casi.

Tra le motivazioni alla base di questa riluttanza, c’è la mancanza di competenze interne (30%), ma anche di interlocutori esterni adeguati (14%). È come se le imprese italiane si trovassero ancora in una fase di estrema immaturità su questo tema.
In effetti, in molti riconoscono i vantaggi dell’e-business in termini di soddisfazione del cliente e di riduzione dei costi, mentre poche ne concepiscono l’utilizzo con l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti o internazionalizzare le attività.

Si tratta di un passaggio inevitabile, al quale in molte si stanno preparando, in qualche caso anche adeguando i budget. E-commerce e Crm sono le aree d’investimento giudicate più interessanti, con percentuali di crescita del 67 e del 56%.

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