Torna il sole su Pmi e startup del Centro-Nord

Per le Pmi va molto meglio e le startup creescono. I segnali positivi si consolidano anche se il divario rispetto ai valori pre-crisi rimane ampio.

La seconda edizione del Rapporto Pmi Centro-Nord, curato da Confindustria e Cerved, fotografa il tessuto imprenditoriale del Centro-Nord per concludere, stando ai bilanci delle società, che un po’ di luce inizia a vedersi.

Pmi in crescita

Il fatturato segna una crescita nelle tre aree territoriali del Centro-Nord, con il Nord-Est e il Nord Ovest che fanno registrare tassi intorno al 3%, di qualche decimo superiori a quelli del Centro (2,2%).

Nel 2015 le Pmi del Nord-Est sono tornate, in termini nominali, ai livelli di fatturato pre-crisi, mentre rimangono ancora indietro NordOvest (-4,4% sul 2007) e Centro (-3,4% sul 2007). Bene anche il valore aggiunto: nel 2015 si rafforza  in tutto il Centro-Nord la crescita registrata nel 2014, con un aumento del 3,9% nel Nord Est (+3,6% nel 2014), del 3,4% nel Nord-Ovest (+2,9%), del 3,2% nel Centro (+2,6%).

Dal confronto con il 2007 emerge il recupero dei valori pre-crisi in termini nominali (NordEst +5% rispetto al 2007, Nord-Ovest +2,7%, Centro +0,7%). Il recupero meno consistente registrato dal Centro sconta le maggiori difficoltà delle Marche (-3,5% rispetto al 2007) e dell’Umbria (-2,3% rispetto al 2007).

Il costo del lavoro è salito del 3,6% rispetto all’anno precedente e per il terzo anno consecutivo anche il Mol è aumentato.

Nel medio-periodo, però, la perdita di fatturato/valore aggiunto registrata durante la crisi, in combinazione con costi del lavoro in crescita, ha fortemente compresso i margini, che si sono ridotti del 21% nel NordEst, del 29% nel Nord-Ovest e di circa il 40% nelle regioni centrali rispetto ai valori del 2007.

Ciò significa che le dinamiche positive innescate a partire dal 2012, consolidate nell’ultimo triennio, sono state ancora ampiamente insufficienti per recuperare la redditività lorda pre-crisi.

Nonostante il miglioramento delle prospettive economiche, la ripresa degli investimenti è limitata al Centro e in tutta l’area rimane stabile il rapporto tra utili e fatturato.

È proseguito il rafforzamento patrimoniale delle Pmi sopravvissute alla crisi e la redditività del capitale in termini di Roe è aumentata. Anche gli indicatori demografici sono positivi  con la crescita del numero delle aziende e il calo della mortalità.

Le startup innovative

Il rapporto prende in esame anche la presenza di startup innovative che è fortemente concentrata nel Nord, in particolare nel Nord-Ovest (3.867 mila startup, il 30,7% del totale italiano). La Regione con il numero maggiore di startup innovative è la Lombardia (2.840), seguita dal Lazio (1.658) e dal Veneto (1.050).

Nonostante la presenza di solo 334 startup innovative sul territorio, è il Trentino Alto Adige la regione dove l’incidenza delle startup risulta più alta rispetto alla struttura produttiva locale, generando il valore più elevato dell’indice di innovazione (1,12).

Le startup impiegano oltre 18 mila addetti, producono ricavi per 1,66 miliardi e investono quasi 250 milioni. L’attivo è di 2,2 miliardi di euro, l’indebitamento di 567 milioni e il patrimonio netto di oltre 617 milioni. L’area geografica che pesa di più in termini di numero di addetti e fatturato è il Nord-Ovest

In linea con la media italiana (30,5%), il settore con il più alto numero di startup è il Mobile e smartphone, che è anche quello dove si concentra la maggior quota di addetti e i valori più alti di fatturato.

In termini di investimenti e indebitamento, invece, nel Nord-Est e nel Nord-Ovest è il settore dell’Ecosostenibilità a registrare i valori più elevati. Nel Centro la situazione è diversa, con il settore Software e IoT che presenta valori più alti in termini di investimenti, e quello dell’Ecosostenibilità i valori più alti di indebitamento.

Il sistema delle Pmi innovative invece impiega oltre 108 mila addetti, produce ricavi per quasi 22 miliardi e investe 1,25 miliardi. Ha un attivo di 25,7 miliardi di euro, è indebitato per circa 6 miliardi e ha un patrimonio netto di quasi 9 miliardi. In linea con la media italiana (31,1%), il settore con il più alto numero di Pmi innovative è il Mobile e smartphone sia al Nord-Ovest (31,8%) e sia al Centro (35,6%), mentre nel Nord-Est il primato spetta al settore dell’Ecosostenibilità (29,2%), seguito in maniera ravvicinata dal Mobile e smartphone (28,8%).

Secondo lo score di innovazione relativo alle startup, la prima provincia del Centro-Nord e d’Italia in termini di innovazione è Trento, che con 232 startup registra un indice di innovazione pari a 2,3, punteggio che esprime una concentrazione di imprese innovative più che doppia rispetto alla media italiana. Seguono Trieste (70) e Ancona (184), con un indice di innovazione rispettivamente pari a 1,63 e 1,26.

La provincia del Centro-Nord con la maggiore concentrazione di Pmi innovative è Torino, con 252 piccole e medie imprese innovative e un indice di innovazione di 0,93. Si conferma ai primi posti anche Trento, che si piazza seconda con 75 Pmi e un indice di 0,90; chiude il podio Trieste (18 imprese, 0,59). Milano, la provincia con il numero più alto di Pmi innovative, è in quinta posizione (0,4), mentre Roma, in cui la concentrazione di startup è inferiore alla media nazionale, registra invece un indice positivo per le Pmi innovative (0,12).

 

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