
Scenari
Pixmania: no al Consumer Rights ma strumenti concreti in aiuto ai merchant
05 Maggio 2011
Avevamo già avuto modo di parlarne qualche settimana fa, quando la pubblicazione della bozza di direttiva aveva provocato la reazione delle associazioni e degli operatori che di commercio elettronico si occupano, che si erano affrettate a diffondere una serie di documenti nei quali si contestavano nel merito e nel merito le ipotesi operative della Ue.
Quattro gli articoli contestati nello specifico (22a, 12, 16 e 17), inerenti da un lato gli obblighi operativi dei merchant, dall’altro il diritto di recesso. E proprio su quest’ultimo punto era stata Pixmania, insieme a Vente-privee, a produrre una disamina piuttosto precisa sugli aggravi finanziari che le nuove regole imporrebbero ai merchant.
A poche settimane da quella prima reazione, torna sull’argomento Ulrich Jerome, Executive Director del Gruppo Pixmania, che torna a lamentare il fatto che né le associazioni di categoria né i player dell’ecommerce siano stati chiamati in causa quando la Commissione ha cominciato a lavorare al testo della direttiva.
”Il testo elaborato di fatto deriva da un set di leggi in vigore in Germania, che sono state recepite in toto, senza tenere in considerazione i business model dei merchant e senza tenere conto che proprio le legislazioni così restrittive sono quelle che stanno frenando lo sviluppo dell’ecommerce in Germania”.
Jerome è comunque ottimista e conta sulle azioni di pressione da parte dei ministri dei singoli Paesi.
”In questo momento possiamo contare sul supporto al 100% del Governo francese, così come ci supportano Uk, Belgio, Olanda e Slovenia. Stiamo cercando di coinvolgere anche Spagna e Italia, che possono mettere sul piatto rispettivamente 27 e 29 voti. Contiamo molto sugli esiti dell’incontro che negli ultimi giorni di maggio, il 30 e il 31 per la precisione, vedrà coinvolti sul tema i responsabili Ue e i ministri dei singoli Paesi”.
Per scaramanzia e per convinzione, Jerome non vuole pensare a una approvazione del testo così come oggi formulato.
E per questo motivo non parla di piani alternativi, anche se poi i piani alternativi, soprattutto a supporto dei player più piccoli, quelli che maggiormente soffrirebbero di fronte a una richiesta di impegni di fatto insostenibili, già ci sono.
Primo e fondamentale è il servizio di dropshipment, che la società indirizza a quelle strutture che hanno un proprio sito di ecommerce e che vogliono ampliare il loro catalogo con i prodotti nella disponibilità di Pixmania. In questo caso, è Pixmania che si occupa dell’intera logistica, consegnando i prodotti in pacchi anonimi direttamente agli utenti finali.
Concretamente, questo significa evitare di caricarsi dei costi di magazzino e poter raggiungere potenzialmente tutti e ventisette i mercati europei, così come di fatto richiesto dall’articolo 22° del Consumer Rights.
Ai merchant che utilizzano i servizi e il portale Pixmania Pro, l’azienda fornisce servizi di consulenza commerciale e di assistenza clienti. Per le realtà più grandi e strutturate, inoltre, è disponibile anche un programma di consulenza per la gestione del catalogo e degli ordini, la definizione dei prezzi e la creazione di strategie di marketing.
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