
Intervista
Perché le aziende cambieranno il desktop entro l’anno prossimo
25 Ottobre 2011
Anche orientandosi alla virtualizzazione desktop come soluzione o ausilio.
Ne abbiamo parlato con il responsabile delle linee datacenter e virtualizzazione della società in Italia, Enrico Brunero.
D: Come va configurata la migrazione della postazione operativa?
B: Il tema della virtualizzazione client va separato in due: application e desktop. Ci sono forti driver, guidati dalla migrazione verso Windows 7 e il tema nascente del bring your own device. Vista è stato adottato dalle aziende. Una su tre ha già migrato a Windows 7. Ora tocca al resto. E sappiamo che il 60% di loro lo farà nel corso del prossimo anno.
D: Il tema è ristretto a Windows 7?
B: No, riguarda anche l’adattamento delle applicazioni. Chi sta migrando pensa a un refresh complessivo, nella misura del 20%. Un altro 30% lo farà rolling, mano a mano che deve cambiare i client. Il punto è che laddove è possibile far evolvere l’ambiente applicativo si cambia, verso SaaS o verso la virtualizzazione.
D: SaaS o virtualizzazione?
B: Dipende dall’applicazione. Dove esistono soluzioni come Salesforce, la strada è tracciata. Dove non ci sono la scelta della virtualizzazione è ottima. Dall’hosted desktop alla virtualizzazione del desktop locale, dall’hypervisor al cloud, la tecnologia è matura.
D: Le scelte lo sono altrettanto?
B: Le aziende stanno alzando la priorità dei progetti. Sono i dipartimenti It a guidare la migrazione. E cambiano i target: non si pensa più solamente ai task worker, ma a più utenti. Da qui il dato del 60%. Si pensa a uffici locali e remoti assieme, ai mobile worker.
D: Quali sono gli obiettivi concreti della virtualizzazione?
B: Ridurre i costi, dare sicurezza, gestibilità e capacità di aggiornamento trasparente dei sistemi operativi.
D: Quali sono le tecnologie di base coinvolte nella virtualizzazione client?
B: Network, storage, server, infrastruttura, system management.
D: Significa che bisogna rimettere ordine nel datacenter?
B: Si, se vuoi che l’iniziativa abbia successo. E va tenuto conto che c’è anche la consumerization, che spinge il cambiamento dal basso, ma che spesso è imbracciata dal senior executive.
D: Il Cio allora è in una morsa?
B: Il punto è proprio questo: gli It manager non devono subire, ma guidare le richieste. Oggi sono ancora in fase di valutazione, ma hanno messo la sicurezza al primo posto.
D: Cosa fa in questo quadro Dimension Data?
B: Fa il Next generation desktop assessment. Profila il business, la politica delle licenze, aiuta la direzione strategica dell’It, trasforma.
D: In che modo e con quali tempi?
B: L’analisi iniziale prende alcune settimane per la raccolta delle informazioni di una realtà che sensatamente possiamo pensare sopra i 200 client, altrimenti non si arriva a break even. Poi si agisce per il cambio di mentalità, pensando prima all’utente delle informazioni e poi al client. E, insieme allo staff It interno, si agisce, facendo la prima verifica sulla tenuta della rete.
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