Per Wind slitta il collocamento in Borsa

Il negativo andamento dei mercati finanziari avrebbe fatto desistere la compagnia telefonica italiana dall’ambizioso progetto formulato appena qualche mese fa. E con il suo slitta anche il collocamento previsto per l’Enel

Pur mietendo successi a livello di partnership internazionali, Wind ha mancato uno dei grandi appuntamenti, quello del
collocamento in Piazza Affari.

Tommaso Pompei, amministratore delegato
della società controllata dall'Enel, mette le mani avanti e accolla al negativo
andamento del mercato finanziario tutte le responsabilità del caso.

A
quanto pare, è tutto rimandato per i primi mesi del 2002: break even, margini
operativi in positivo e, a questo punto, quotazione in Borsa. 


Molto probabilmente, per vedere così roseo il proprio futuro la società
dovrà rinunciare alle "gustose" promozioni tariffarie che nei mesi scorsi le
sono valse la conquista di buona fetta del mercato Tlc in Italia. Ma i
vertici della società sembrano essere fiduciosi.

Intanto nei giorni
scorsi Wind ha siglato una partnership con l'ex monopolista elettrico greco
Public Power Corporation. Frutto dell'intesa una società
- provvisoriamente battezzata Evergy - il cui controllo passerà in
mani greche tra tre anni. 

Tra i principali obiettivi della joint venture, la conquista del 18% dei clienti aziendali e il 14% di quelli residenziali entro il 2006 nel mercato della telefonia fissa e di quella a larga banda in territorio ellenico. Le proiezioni parlano di una previsione di fatturato nel 2006 pari a 680
miliardi di lire che, entro il 2011, ci si aspetta raggiungano quota 1.650
miliardi.

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