Per nove aziende su dieci la crisi non toccato la sicurezza

Forte trend verso la virtualizzazione della sicurezza. Nel giro di un anno un’azienda su due consoliderà le funzioni di sicurezza.

Una ricerca sui trend relativi al consolidamento della sicurezza di rete, della virtualizzazione e del cloud computing condotta da una società di ricerca per conto di Fortinet a maggio sentendo 100 fra decisori It e Chief Security Officer di imprese con più di 200 dipendenti in Italia ha rivelato che per l’88% degli intervistati la crisi economica non ha modificato l’approccio alla sicurezza di rete.

Il sondaggio ha esaminato i trend delle imprese verso il consolidamento di due o più funzioni di sicurezza in un’unica apparecchiatura hardware.

Agli intervistati è stato chiesto se la propria azienda prevede un progetto di consolidamento della sicurezza di rete nei prossimi 12 mesi. Il 51% degli intervistati ha risposto negativamente, mentre il restante 49% degli intervistati che ha risposto positivamente ha indicato come motivazione principale (24%) l’importanza di avere una miglior sicurezza di rete per far fronte a minacce sempre più sofisticate.
Come seconda motivazione il 10% del campione ha indicato l’importanza di una gestione semplificata della sicurezza di rete, seguita, dall’8% degli intervistati, dal fatto che il consolidamento della sicurezza di rete è pronto per essere implementato in azienda. Il 7% ha risposto di ritenere importante un maggior Roi, con Capex e Opex inferiori, sull’infrastruttura di sicurezza.

L’indagine ha rilevato un notevole orientamento alla virtualizzazione. Agli intervistati è stato chiesto se hanno pensato o stanno pensando di virtualizzare una delle singole funzioni di sicurezza, ( antivirus, firewall, Ips, web content filtering o antispam) e il 67% ha risposto affermativamente.

È stato poi chiesto se il cloud computing rientra nella strategia aziendale: no per il 65%.
Per il terzo che già vede nel cloud benefici, si tratta di ottenere una riduzione dei costi operativi (riduzione nelle licenze software grazie a servizi basati su abbonamento o pay-per-use), una miglior fornitura del servizio (fornito da specialisti realmente qualificati), un rispetto della tempistica (aumentando capacità o aggiungendo competenze in corso d’opera) e una riduzione delle risorse It (estendendo le capacità delle risorse esistenti, ma allo stesso tempo impiegando un minor numero di addetti).

Come si diceva all’inizio, l’indagine ha chiesto se a seguito della crisi economica sia cambiato l’approccio alla sicurezza della rete e quali siano le principali priorità in questo ambito: l’88%, ha risposto che l’approccio alla sicurezza è rimasto invariato, solo il 12% ha sostenuto di aver registrato dei cambiamenti. Il 30% degli intervistati ha indicato come principale priorità la sicurezza in generale, mentre il 19% sostiene non ci siano priorità. L’11% afferma di mantenere lo standard attuale e il 5% indica l’”essere aggiornati”, la stessa percentuale per “protezione tramite antivirus e antispam” e “maggiori investimenti per la sicurezza”.

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