Per Microsoft niente divisione, ma l’Europa ha le sue regole

Respinto il ricorso dei nove Stati Usa: l’accordo di novembre è legittimo. Restano ancora aperti i nodi con la Commissione Europea

6 novembre 2002 La lunga vicenda che ha visto Microsoft opposta all'amministrazione Usa con l'accusa di aver violato la normativa antitrust è arrivata finalmente alla conclusione. Il giudice Colleen Kollar-Kotelly ha infatti definitivamente stabilito che l'accordo raggiunto lo scorso novembre è legittimo e ha di conseguenza respinto il ricorso presentato da nove stati americani, che lo ritenevano troppo favorevole a Bill Gates.
Niente smembramento, dunque, ma una serie di sanzioni, più o meno pesanti a seconda degli opposti pareri, e altrettante restrizioni, valide su un arco di cinque anni.
Tutto concluso? In parte, perchè restano ancora aperte le questioni con la Comunità Europea. Che ci tiene a precisare, nelle parole di rappresentanti della Commissione che sta seguendo il caso e del commissario europeo per la concorrenza Mario Monti, di essere fermamente intenzionata a seguire le proprie regole nella disamina della questione, sottolineando per altro che la vittoria di Microsoft negli Stati Uniti non necessariamente influenzerà in un senso o nell'altro la decisione nel Vecchio Continente.
Al centro della questione, sul cui esito e sulla cui tempifica nulla è dato al momento di sapere, è il bundling di Media Player nel sistema operativo, considerata atto di cxoncorrenza sleale nei confronti di RealNetworks ed Apple.

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