Per il Voice over Ip è in arrivo un successo annunciato

Stime dei più accreditati analisti concordano nel prevedere che la telefonia su Internet scardinerà il consolidato mercato della voce commutata. Il trend si evidenzia sia in ambito interaziendale che “pubblico”, per le chiamate a lunga distanza.

La telefonia su Ip si sta facendo largo e tutte le stime degli analisti lo confermano. Anche se oggi rappresenta ancora una minima parte del mercato della voce, negli anni avvenire è destinata a ad assumere un peso crescente, mettendo in discussione equilibri consolidati da decenni. Cambierà tutto, o quasi, dal punto di vista tecnico-architetturale, come descritto ampiamente nelle pagine che seguono. Ma resterà sostanzialmente immutato quello che nessun produttore o fornitore di servizi osa provare a modificare: l’uso del telefono, con la sua cornetta e la sua tastiera. È vero, qualcuno sta cercando di spingere l’uso di cuffie e microfoni da collegare al pc. Ma è una modalità riservata agli utenti residenziali più esperti con i computer, attratti da costi molto bassi, a volte nulli.

Due filoni di sviluppo


La telefonia su Internet (o VoIp, Voice over Ip, che in queste pagine usiamo come sinonimi) si muove su due strade parallele. Da un lato c’è l’ambito aziendale: si diffondono le soluzioni voce e dati convergenti, in ambito Lan (Local area network) e Wan (Wide area network). L’idea è quella di usare la rete dati, locale o geografica (cioè la intranet e la extranet), per veicolare anche la voce, con vantaggi di costi di gestione, economie di scala e sviluppo di applicazioni avanzate. Qui, l’esplosione del VoIp sembra essere dietro l’angolo, anche se deve fare i conti con un massiccio installato di centralini tradizionali (vedi anche il grafico a lato). I prodotti ci sono (una rassegna è a pagina VIII) e le aziende sembrano convinte, anche se per ora non ci si può aspettare un gran risparmio.


I vendor sono ottimisti e si muovono compatti in questa direzione. Per dare qualche dato, Sinergy Research prevede che il mercato Ip Pbx crescerà in misura esponenziale, passando dai 213 milioni di dollari di giro d’affari realizzati nel corso del 2000 agli oltre 3,9 miliardi nel 2005. La stessa società stima che, entro la fine del 2005, le vendite di sistemi Ip Pbx rappresenteranno poco meno del 20% del mercato Pbx complessivo.


Secondo una recente ricerca di Databank Consulting, inoltre, saranno 100mila le aziende italiane che, nel 2004, avranno scelto la telefonia su Internet (VoIp) sulle loro reti interaziendali. Secondo l’istituto di ricerca, nel 2000, su un milion e 820mila imprese utenti di Internet, circa 75mila disponevano di una rete intranet e, di queste, circa 2mila avevano scelto il VoIp per la comunicazione interaziendale a lunga distanza. La crescita nel 2001 dovrebbe essere del 250%, con 7mila aziende con il VoIp su 120mila con intranet.


Il secondo filone è quello della telefonia pubblica, con la possibilità di chiamare chiunque sfruttando Internet, o, meglio, reti Ip internazionali: solo queste, infatti, possono garantire una qualità paragonabile a quella della Pstn (Public switched telephone network). Anche qui le cose si muovono, ma forse più lentamente. Gli operatori tradizionali fanno muro, ma il mercato Tlc è sempre più libero e c’è spazio per un’offerta alternativa, che infatti già fa capolino anche in Italia (vedi articoli alle pagine XI-XIII).


La trasmissione della voce su Ip da noi ha cominciato a diffondersi nel 2000, con il crescere della disponibilità di banda per Internet (Adsl e fibra ottica).


Attualmente, rileva Databank, sono attivi 15-20 fornitori di servizi VoIp e tra questi vi sono alcuni Internet provider che, accanto all’offerta di connettività, hanno aggiunto soluzioni voce, prevalentemente per la clientela business. Per questi utenti, la telefonia Ip rappresenta il mezzo per comunicare a distanze intercontinentali risparmiando.

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