Per BlackBerry la via d’uscita è la privatizzazione

Un consorzio capitanato dai due principali inserzionisti della società canadese offre 4,7 miliardi di dollari con l’obiettivo di privatizzarla e rifocalizzarla sul core business.

A pochi giorni dal rilascio del warning, che anticipava possibili perdite per 1 miliardo di dollari nel secondo trimestre dell’anno, a fronte di 3,7 milioni di dispositivi venduti - laddove Apple è riuscita a vendere 9 milioni di nuovi iPhone nel giro di soli tre giorni -, BlackBerry sembra vicina a trovare una via d’uscita.
La società avrebbe raggiunto infatti un accordo preliminare per essere acquisita da un consorzio guidato dai suoi principali investitori per una somma che si aggirerebbe nell’ordine dei 4,7 miliardi di dollari.
A capo del consorzio ci sarebbero infatti Fairfax Financial Holdings, che detiene il 10 per cento delle azioni della società, e il fondo di investimento canadese Prem Watsa, che insieme avrebbero offerto il corrispondente di 9 dollari per azione.

In base ai termini dell’accordo, BlackBerry ha tempo fino al prossimo 4 novembre per cercare offerte superiori, ma in ogni caso la strada è segnata.
Le difficoltà nelle quali versa la società canadese sono tali che solo una privatizzazione, con un investitore intenzionato a rifocalizzarne le attività sul core business verso il mondo enterprise, sembra al momento essere la sola via d’uscita convincente.

Del resto, solo poche ore fa era stata riconfermata l’intenzione di BlackBerry di uscire dal mercato consumer per tornare a guardare a quel mondo che ha sempre rappresentato il suo punto di forza: l’Enteprise e il Government.
Una mossa spesso ventilata, ma che gli analisti avevano commentato come l’ultimo tentativo di salvare il salvabile.

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