PC, uno sguardo al futuro

Il secondo semestre del 2004 sarà caratterizzato da un significativo rinnovamento della piattaforma PC, ma non è detto che si debba aspettare per aggiornare o sostituire il proprio computer

marzo 2004 L’industria del PC, per sopravvivere, ha bisogno di
fare del cambiamento la sua filosofia esistenziale. Per eseguire il nuovo software
occorre il nuovo hardware e per sfruttare il nuovo hardware occorre il nuovo software.

Continuare a usare Windows 98 e Office 97 su un PC basato su Pentium/133 e
32 MB di RAM è sempre possibile a livello individuale o in una rete chiusa,
ma nel mondo interconnesso di oggi è sempre più difficile resistere
all’innovazione, che porta opportunità, ma anche problemi e soluzioni
non sempre compatibili con il passato.

Quando il ritmo fisiologico delle nuove installazioni e degli upgrade è
troppo fiacco per alimentare l’industria, giungono in soccorso eventi
particolari, che segnano una discontinuità nella pianificazione di routine.
Lo è stato ad esempio l’anno 2000, che ha indotto molte aziende
a rinnovare il parco macchine per evitare il rischio di guai.

Di entità minore, ma pur sempre significativa, sono stati l’introduzione
di nuovi standard come il PCI e l’AGP,
di nuove generazioni di CPU (come il primo Pentium), di nuove architetture (come
i 32 bit dell’80386) e di nuovi sistemi operativi.

Dall’introduzione dell’AGP, sette anni fa (al tempo del Pentium
II), abbiamo assistito a un’evoluzione, più che una rivoluzione.
Certo, per codificare stream audio e video compressi servono gli Athlon e i
Pentium 4 degli ultimi anni, ma dopo aver felicemente provato Windows 2003 Server
su una motherboard del ’97, con 440LX (il primo chipset per AGP) e Celeron/400
su cartuccia, abbiamo la conferma che nel periodo intercorso non ci sono state
rivoluzioni.

La prossima discontinuità è prevista per la seconda parte del
2004, anche se ciò che può apparire innovativo a livello tecnico
dovrà comunque convincere il mercato.

Le nuove CPU
A chi si aspetta grandi novità sul fronte dei processori, diciamo subito
che il 2004 porta interessanti evoluzioni dei processori AMD e Intel, ma niente
di rivoluzionario.

Intel sta passando al processo litografico da 90 nm (nanometri,
millesimi di micron), ma con un trattamento del silicio abbastanza tradizionale
(strained silicon), che comporta perdite di corrente e dissipazioni al limite
del sopportabile.

Perciò il nuovo Pentium 4E (Prescott), inizialmente
ancora su socket 478, offre un modesto incremento di prestazioni
rispetto al Pentium 4 Northwood da 130 nm. Il Prescott parte
ufficialmente da 3,4 GHz (di fatto è disponibile inizialmente a 3,2),
ma nel terzo trimestre arriverà la versione su zoccolo LGA775,
con frequenze di clock superiori e il beneficio dei nuovi chipset Grantsdale
e Alderwood che supportano la nuova architettura con board
Btx, bus PCI-Express e memorie DDR II.

Un problema potenziale del Prescott a 478 pin è il consumo di
energia
: qualche motherboard con chipset 865PE e 875P
potrebbe non essere in grado di fornire i livelli di alimentazione necessari.

Mentre a fine marzo Intel annuncia i nuovi chipset per Prescott, AMD lancia
la nuova piattaforma Socket 939 che porta gli Athlon 64 vicino
al livello degli Opteron, con 512 KB o1 MB di cache L2 e controller RAM a 128
bit per due canali DDR, ma usando memorie normali anziché le ECC Registered
dell’Opteron (più costose e un po’ meno veloci). Dopodichè
AMD sfornerà gli Athlon 64 a ritmo sostenuto, anticipando la competizione
dei Prescott.

Ecco le date previste: Athlon 64 FX53 da 2,4 GHz a fine marzo,
Athlon 64 3700+ (2,4 GHz, 512 KB) nel secondo trimestre e Athlon
64 FX55
da 2,6 GHz insieme ad Athlon 64 4000+ (2,6
GHz, 512 KB) nel quarto trimestre.

Per chi ha una board con socket 940, il successore dell’Athlon
FX51 (Athlon 64 FX53) uscirà a fine marzo, ma questo è il capolinea.
Vita più lunga (ma non di molto) avrà il socket 754
con gli Athlon 64 3200+ (2 GHz/1 MB), 3400+ (2,2 GHz/1 MB) e il 3700+ (2,4 GHz/1
MB) del secondo trimestre.

Il socket A è già al capolinea con il 3200+
(2,2 GHz), ma a quanto pare l’Athlon XP prolungherà la sua vita
attraverso modelli a 754 pin e 256 KB di cache, uno da 130 nm nel secondo trimestre
e uno da 90 nm nel secondo semestre; queste CPU (Paris e Victoria)
derivano dall’Athlon 64 ma dovrebbero supportare solo le istruzioni a
32 bit e un canale Ddr400.

Per quanto riguarda la transizione ai 90 nm, AMD sembra rispettare i piani
che prevedono il rilascio delle nuove CPU nel secondo semestre; avendo mostrato
i campioni in funzione lo scorso novembre, non manca il tempo necessario.

Si stanno poi scaldando i motori per la nuova piattaforma Btx per le
schede madri
, che Intel sta per sostituire alla Atx; porta con sé
il PCI-Express al posto dell’AGP e altri cambiamenti
imposti dai caldissimi processori Intel.

Se siete ansiosi di mostrare agli amici la vostra scheda grafica PCI-Express,
snobbando chi userà ancora l’AGP, siete condannati a parecchi mesi
di attesa e all’onere che accompagna l’onore di fare da cavia.

Se acquistate in primavera un PC basato su Pentium 4E (Prescott) sappiate che
si tratta di una soluzione tampone in attesa della nuova piattaforma elettrica,
meccanica, termica eccetera che accompagna il nuovo socket 775
e che prevede nuovi telai, motherboard, alimentatori, ventole, e via dicendo.

Se acquistate una board con Athlon 64 su socket 939 avete il massimo beneficio
di prestazioni cambiando il minimo e mantenendo gli investimenti in hardware.
Se invece vi interessa contenere la spesa, avete due strade: un Athlon 64 3000+
o un Pentium 4 3000, il primo con singolo canale DDR, il secondo con singolo
o doppio canale di memoria.

continua...

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