Pa e grandi aziende trainano l’eprocurement

Il mercato degli acquisti online vede le Pmi coinvolte nel ruolo di fornitori

Non è un settore di certo trainato dalle Pmi, anzi. Una volta tanto, infatti, è la Pubblica amministrazione, oltre alle grandi aziende, a dare fiato all'eprocurement gli acquisti online delle aziende.


Le cifre in ballo iniziano a essere imponenti visto che ormai il 15% del Pil italiano passa attraverso l'eprocurement, un settore che viaggia con un trend di crescita del 30% l'anno e ha un ruolo sempre più rilevante nel mercato dell'energia.


Gruppi come Generali negli ultimi 12 mesi hanno utilizzato gli acquisti online per quasi tutte le aree aziendali e I-Faber, sesto operatore mondiale di proprietà del gruppo Unicredit, ha registrato nel 2008 un volume di transazioni di 1,7 miliardi e una crescita dei ricavi consolidati del 40%.


In crescita sono anche le cifre relative alla Pa. Secondo la School of Management del Politecnico di Milano nel 2008 il volume di scambi gestito attraverso applicazioni di eProcurement è stato di 3 miliardi e 220 milioni di euro. È emerso che il valore del transato è quasi triplicato rispetto al 2007, tanto che l'eProcurement oggi pesa circa il 2,5% del totale di beni e servizi acquistati dalla Pa. Circa i tre quarti di questo valore sono relativi a volumi negoziati con strumenti di gare e aste online (2.416 milioni di euro, +211% rispetto al 2007), mentre la parte restante è appannaggio di altri strumenti: mercati elettronici, cataloghi di vendita di operatori privati e negozi online a supporto delle convenzioni.

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