Outsourcing offshore: questione di punti di vista

Molte divergenze di opinione tra le diverse società di analisi quando prendono in esame lo stesso fenomeno.

Come si suol dire: la guerra delle cifre.
Dare delle valutazioni precise
sul mercato dell'outsourcing offshore non sembra cosa
facile.
Da un lato perchè la materia è sufficientemente ampia da
consentire a ciascun analista una serie di distinguo che delimitano a allargano
il campo di analisi. Dall'altro perchè la stessa materia è sufficientemente
duttile da essere letta sotto luci diverse a seconda dei casi.
Non c'è molto
da stupirsi, dunque, leggendo due analisi rilasciate proprio in questi giorni da
Gartner e da NeoIt che dello stesso fenomeno danno letture
piuttosto distanti l'una dall'altra.
Gartner, ad esempio, parte dall'assunto
che l'outsourcing offshore non sia così diffuso come si pensa. E preconizza una
crescita regolare ma pur sempre limitata da qui fino al
2008.
Più in concreto, secondo la società di ricerca, nel 2008 il cosidetto
global sourcing varrà circa il 7% del totale mercato dei servizi It, e dunque 50
miliardi di dollari su un totale di 728.

Da parte sua, invece, NeoIt ha
un atteggiamento decisamente più positivo e preannuncia un "grande 2005" per il
comparto e preconizza che entro la fine dell'anno l'80% delle cosiddette Global
2.000 avrà una presenza offshore entro la fine dell'anno.

Il che non
significa necessariamente una contraddizione rispetto a quanto affermato da
Gartner, semplicemente un diversomodo e un diverso atteggiamento mentale con il
quale i due analisti leggono lo stesso fenomeno.

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