Olidata soddisfatta con la Gdo

Decresce, però, il canale tradizionale (e il fatturato 2002). Il presidente Savini lamenta la gestione delle commesse Consip

Luglio 2003,
È la Gdo a dare, da un anno a questa parte, le maggiori soddisfazioni
a Olidata. La crescita, in questo mercato, relativa al primo trimestre 2003
(+76%) conferma il feeling che l’azienda di Cesena avrebbe con le grandi
superfici di vendita. Non solo italiane.
Ottima la performance ottenuta con l’iniziativa denominata Lan Party. L’idea
è venuta al responsabile marketing Mauro Gennaccari.
«Ero a Smau e stavo parlando con Laura Tonetti,
buyer di Auchan. L’esperienza del Lan Party stava funzionando
molto bene nei padiglioni della fiera milanese. Così è stata
replicata presso diversi punti vendita Auchan tra loro collegati»
.
L’operazione di marketing non è stata solo ludica. Olidata ha voluto
assicurare all’acquirente, attraverso test di prodotti su stampa specializzata,
che prezzo e caratteristiche tecnologiche che trovava pubblicizzate corrispondevano
alla realtà. E i risultati sono venuti da soli.
Ma non è solo la Gdo a interessare Olidata. Dall’anno scorso la società
guidata da Stefano Savini ha messo piede in Francia, dove
si sta muovendo anche per conquistare Pa e large account. Fresco di contratto
è l’accordo con Allium al quale Olidata demanda
l’incarico di conquistare questi nuovi clienti.
«Noi andiamo là dove il mercato tira – spiega il presidente
Stefano Savini -. Sarebbe stato un errore non cavalcare l’opportunità
offerta dalla Gdo, e poi comunque credo che la Gdo faccia da traino al brand
che diventa sempre più conosciuto»
. «Ma di certo
– continua il presidente – non perdiamo di vista il nostro classico
canale
(anche se per la verità è decresciuto del 34%
– ndr
). Per questo stiamo lavorando perché i due mercati
non siano in concorrenza»
.
Intanto, nel 2002 il fatturato è diminuito del 20%. «Ma
– aggiunge Savini – abbiamo la stessa marginalità del 2001. Abbiamo
perso mercati poco redditizi»
. E il pensiero torna alla Pa. Savini
si lamenta anche a nome dei propri rivenditori. «La gestione delle
commesse Consip escludono dalle gare molti operatori e ora, con l’ultima
finanziaria, di fatto anche le scuole o altri piccoli enti si dovranno rifare
per forza a Consip che gestisce anche i piccoli lotti in grandi commesse»
.

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