Numeri record per il videogame italiano

Le vendite salgono del 39,9% trainate dalle nuove console. Ma in Europa in molti fanno meglio

Cinque console e 34 videogiochi venduti ogni minuto con 1,4 milioni di famiglie in più che hanno comprato la prima console. Andrea Persegati, presidente dell’Aesvi (Associazione editori softwre video ludico italiana) si affida a qualche numero ad effetto per dare ancora più sostanza a quel 39,9% di crescita del settore che caratterizza il 2007 del videogioco italiano.


Il giro d’affari complessivo del settore, secondo il rapporto di Gfk su 1270 punti vendita, supera di poco il miliardo di euro con l’hardware che vale 480,5 milioni (+80%) e il software 557,5 (+17,4%). In crescita anche il numero complessivo dei pezzi venduti con l’hardware che vale 2,3 milioni di pezzi (+48,1%) e il software 17,9 (+13,1%). I numeri positivi riguardano anche gli accessori che valgono 63,3 milioni (+31,4%).


Il tasso di penetrazione delle console nelle famiglie è del 34% (+6,1%).


Le console portatili crescono più delle fisse. Se da una parte Ps3, Xbox 360 e Nintendo Wii portano un +31,4% di unità vendute, dall’altra Nintendo Ds e Psp valgono il 66,3% in più di console.


Questa filza di numeri positivi, però, non permette all’Italia di fare meglio dei principali Paesi europei. In valore, la Svezia cresce del 60,4%, la Francia del 54,4% e anche Olanda, Spagna e Belgio fanno meglio della Penisola.
“Colpa di un ritardo nell’approccio alle nuove console – spiega Persegati – nell’alto tasso di pirateria e nella minore accettazione sociale dei videogiochi”. Ma c’è dell’altro in Spagna, per esempio, si assiste a un boom delle vendite in edicola, un canale meno sfruttato in Italia. “Il problema – sottolinea Riccardo Cones amministratore delegato di Ubi Soft – sta anche nel fatto che in Spagna le edicole forniscono dati diventa in tempi molto più veloci rispetto all’Italia dove bisogna aspettare mesi”.
Qualche pc in più nelle rivendite di giornali farebbe bene a un settore che sta sfruttando bene l’arrivo delle nuove console, ma quando il mercato sarà saturo di hardware subirà più duramente i colpi della pirateria. Anche per questo l’Aesvi sta tenendo dei corsi per la Guardia di Finanza, e si appresta ad assumere una persona che si occuperà del problema.


L’altra faccia del successo delle console è rappresentata dalla diminuzione delle vendite di giochi per pc nonostante le vendite di computer continuino a registrare buoni tassi di crescita. Nel 2007 in valore si è registrata una diminuzione del 10,4% con una flessione in volume del 5,2%. Per Riccardo Cones non è però ancora arrivato il momento della fine. Il mercato dei pc, secondo il manager di Ubi Soft, ha un andamento ciclico e dovrebbe riprendersi nei prossimi anni anche se sconta una diminuzione in valore perché si sta spostando su giochi di basso prezzo.


Le scarse vendite di giochi per pc, di solito indirizzati a un pubblico più adulto, contribuirebbe a sfatare il mito che i videogame siano ormai diventati un fenomeno per tutte le età. Secondo il rapporto dell’Aesvi oltre l’80% dei videogiochi sono venduti nelle fasce d’età 3+ (da tre anni e oltre), 7+ e 12+ e solo il 4% è 18+.


D’altronde, i primi cinque titoli venduti (Pro evolution soccer 2008, Brain Training, Pokemon, Fifa 08, Nintendogs) sono 3+, i successivi tre 12+ (Dragon ball, Spiderman, 3, Need for speedprostreet), mentre al nono e al decimo posto troviamo due titoli da “grandi” Assassin’s Creed e Grand theft auto. Tenendo conto del fatto che a calcio ci giocano anche i papà i videogiochi sono ancora, soprattutto, roba da teenager.

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