Nomai mette a segno un colpo nella causa contro Iomega

Nomai compie un importante passo avanti nella causa intentata contro Iomega per ottenere il diritto di vendere dischi compatibili con la tecnologia Zip. Più precisamente, un giudice statunitense ha rimosso un veto temporaneo che impediva al cost

Nomai compie un importante passo avanti nella causa intentata contro
Iomega per ottenere il diritto di vendere dischi compatibili con la
tecnologia Zip. Più precisamente, un giudice statunitense ha rimosso un
veto temporaneo che impediva al costruttore francese di distribuire i
propri prodotti Zip nel mercato Usa.
Si tratta di una vittoria importante, in quanto per la prima volta Iomega,
società statunitense che ha inventato la tecnologia in questione, si trova
a dover fronteggiare un concorrente sul mercato interno. Il punto, però,
è
piuttosto delicato. Come già annunciato da "Linea Edp On Line", infatti,
molti utenti di drive Iomega hanno riscontrato un grave problema con tali
dispositivi. La società statunitense ha risposto alle accuse di
inaffidabilità sostenendo che il "click of death" (il nome dato dagli
utenti al problema suddetto) era determinato dall'uso di dischi non
originali. Dopo la decisione della corte americana, quindi, Iomega ha
rincarato la dose, additando proprio i dischi di Nomai come responsabili
del "click of death". In realtà, i responsabili della società francese
hanno ammesso l'incompatibilità solo parzialmente, accettando di porre
un'etichetta sui propri dischi avvertendo che essi non possono funzionare
con i nuovi drive per notebook di Iomega: gli unici con cui i prodotti
Nomai avrebbero problemi. In effetti, è stato provato che i dischi Nomai
prodotti nel settembre 1997 causavano il citato guasto, ma le cartucce
successive dimostravano altresì che la società francese aveva rimosso il
difetto.
Quella della corte statunitense è peraltro solo una prima decisione. Il
giudice Claudia Wilkin, infatti, ha sostenuto che i test condotti da Iomega
non forniscono una prova evidente della incompatibilità, in quanto i disch
i
Nomai sarebbero stati provati in condizioni estreme e non in reali
situazioni di lavoro. Inoltre, lo stesso giudice ha citato test di
laboratori indipendenti che avrebbero riscontrato il "click of death",
anche senza i dischi Nomai.
Tuttavia, la questione è sospesa, in quanto esiste anche una seconda causa
(la prossima udienza è a fine febbraio), stavolta intentata da Iomega
contro Nomai, a proposito del marchio registrato Zip e del copyright che la
società francese avrebbe infranto.

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