
Storie
No nukes, yes It: il datacenter va nel bunker nucleare
15 Luglio 2011
Anche se l'operazione ha comportato alcuni problemi di settaggio, Neil Knowlton, It manager del consiglio della contea del Buckinghamshire è soddisfatto della scelta, soprattutto per un motivo economico: si è trovato una struttura già fatta e pagata dall'amministrazione pubblica.
Ossia non ha dovuto mettere a budget una sterlina.
I problemi che ha dovuto affrontare sono di ordine pratico e riguardano l'infrastruttura.
Knowlton aveva bisogno di un nuovo datacenter per due motivi: estendere la Wan a banda larga per i servizi di education, una rete che collega praticamente tutte le scuole della contea, e parallelamente aumentare la capacità di disaster recovery e la resilienza dei servizi forniti alla contea.
In precedenza il suo centro It era suddiviso in quattro siti posti in edifici vetusti, non adatti a integrare nuovi componenti e a implementare iniziative di efficientamento energetico.
Inoltre Knowlton intendeva passare dall'archiviazione su nastro a uno storage su disco da tenere in casa, per attuare quella prioritizzazione del recovery detli oltre 250 server, fra fisici e virtuali che gestiscono le applicazioni che utilizza la contea (dalla finanza alle Hr, dalla scuola ai servizi sociali).
Ecco che l'idea di mettere il datacenter in un bunker nucleare è stata da lui presa in considerazione e attuata, con la consapevolezza che avrebbe dovuto agire sul fronte dell'approvvigionamento energetico e dello smaltimento del calore.
Per farlo Knowlton ha optato per un'architettura Apc InfrastruXure e sull'implementazione di un sistema di raffreddamento ad acqua.
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