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Nei prossimi 3 mesi, l’86% delle micro imprese non chiederà prestiti bancari

Analisi

Nei prossimi 3 mesi, l’86% delle micro imprese non chiederà prestiti bancari

Secondo un’indagine CGIA di Mestre, l’acuirsi della crisi economico-finanziaria ha fatto aumentare la sfiducia degli imprenditori nei confronti delle banche, che stanno cominciando a chiudere i rubinetti del credito.

08 Novembre 2011

E' sempre più difficile accedere al credito. Lo sostiene il 51,3% delle imprese italiane con meno di 20 addetti che si sono rivolte a una banca negli ultimi tre mesi. Ma non solo. Il 37% delle micro imprese ha accusato un peggioramento dei rapporti con il sistema bancario. Sono questi i dati più eclatanti emersi da un'indagine commissionata dalla CGIA di Mestre a Panel Data, su un campione di 800 micro imprese distribuite su tutto il territorio nazionale in modo proporzionale rispetto alla localizzazione dell'aziend (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud)

L'indagine, che si è svolta telefonicamente tra il 13 e il 17 ottobre scorsi, intendeva verificare, a seguito dell'aggravarsi della crisi economica e finanziaria avvenuta in questi ultimi tre mesi, se i rapporti tra le micro imprese e il sistema bancario sono cambiati, soprattutto se sono peggiorati. Dalle risposte emerse, afferma la CGIA di Mestre, viene confermata la tesi che si sospettava: le banche stanno cominciando a chiudere i rubinetti del credito.

L'aumento dei costi, dei tassi bancari, la richiesta di maggiori garanzie e le difficoltà sempre più crescenti nell'accesso al credito - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre - sono le cause che hanno deteriorato il rapporto tra le piccolissime aziende e il sistema creditizio. L'area geografica che ha maggiormente risentito di questa situazione è il Nordovest: quasi un'azienda intervistata su due, precisamente il 48,9%, ha denunciato questo peggioramento ”.

Anche nel settore del credito cresce il numero degli imprenditori “sfiduciati”, ovvero di coloro che hanno deciso, nonostante la crisi abbia accentuato i grossi problemi di, di non ricorrere all'aiuto di una banca. Infatti, l'86,2% degli intervistati ha dichiarato che non intende rivolgersi a un istituto di credito nei prossimi tre mesi. “Un segnale preoccupante - conclude Giuseppe Bortolussi - dettato, come dimostra anche questa indagine, dalle misure sempre più restrittive imposte dalle banche alle imprese. Pertanto, questa situazione rischia di indurre molte imprese, soprattutto al Sud, a ricorrere a forme di approvvigionamento del credito in maniera irregolare, con il pericolo di un forte aumento dell'usura e delle attività estorsive.”

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