Nec pensa di aprire stabilimenti in Europa

L’obiettivo del produttore nipponico sarebbe quello di cogliere un bacino d’utenza estremamente interessato ai dispositivi wireless per un più rapido accesso a Internet

Nec sarebbe intenzionata ad aprire un numero non
meglio precisato di impianti di produzione nel Vecchio continente, senza
per questo togliere la leadership ai propri centri in Giappone. La
discussione ormai verterebbe soltanto sulla modalità con la quale estendere il
proprio network di servizi e vendite oltreoceano.

Se nello scorso anno fiscale la società ha prodotto qualcosa come 13
milioni di dispositivi palmari, di cui il 90% frutto degli stabilimenti
nostrani, l'intenzione è ora quella di portare a 15 milioni il numero di pezzi
prodotti. Il tutto abbassando la percentuale della produzione "in casa" a quota
80% e rimandando il resto agli stabilimenti dislocati in Cina e Taiwan. Aprendo
nuovi centri di produzione in Europa, la
società giapponese renderebbe palese l'intenzione di mettere a
disposizione dei maggiori carrier europei l'esperienza maturata nella
costruzione di strumenti mobile per l'accesso rapido a Internet.
Secondo gli
analisti di mercato si tratterebbe però di un affare rischioso. Pur trovandosi
in una posizione di vantaggio tecnologico - rispetto a competitor quali Nokia e
Motorola - nella costruzione di dispositivi ad hoc per la connessione wireless al Web, Nec potrebbe scontrarsi con una realtà ben diversa. Gli utenti europei
potrebbero infatti non essere interessati, quanto quelli nipponici, a questo
genere di nuovi servizi.
Nei piani del produttore made in Japan figura comunque l'obiettivo di
passare, entro pochi anni, dall'attuale undicesimo posto occupato nella
classifica dei produttori mondiali di heandset, alle prime tre posizioni di
mercato. Le difficoltà maggiori, ancora una volta, saranno gli standard
tecnologici adottati. Quelli giapponesi, neanche a dirlo, sono completamente
diversi da quelli in auge nel resto del mondo.



 

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