01net

Reti e applicazioni: perché MPLS non va sottovalutato

MPLS, o Multi Protocol Label Switching, oggi non è esattamente una tecnologia di networking molto popolare.

In fondo è comprensibile: in un mercato dove i collegamenti Internet a larga banda scendono costantemente di prezzo, che senso ha voler mantenere reti molto più costose e con banda minore, anche se (quasi) completamente sotto il proprio controllo?

L’elemento chiave sta appunto nel controllo. Un aspetto da esaminare bene prima di dare MPLS per morto a favore di soluzioni certamente più economiche come le VPN IPSec, che non sono esattamente la stessa cosa ma sono spesso il termine di paragone perché permettono di creare reti “proprie” usando connessioni Internet a (più) basso costo.

MPLS è ancora indicato per le applicazioni in real time in cui le prestazioni delle comunicazioni sono un elemento molto importante, se non critico. Come molti già sanno, in questo senso la banda disponibile sul collegamento è un parametro importante ma che non dice davvero tutto sulle performance che registreranno le applicazioni in rete.

Dal punto di vista dei servizi in tempo reale sono altrettanto importanti elementi come la latenza, il jitter e il tasso di pacchetti IP persi.

Chi fa transitare il proprio traffico sull’Internet pubblica non ha vere garanzie relativamente a queste tre variabili. Anche i migliori cloud provider possono realizzare connessioni dedicate e ottimizzate sulla propria rete, ma quando il traffico ne esce non c’è un modo per controllarne l’andamento.

Laddove latenza, jitter e packet loss devono essere mantenuti ai minimi livelli possibili, servono reti in cui si possa controllare con precisione il percorso che i pacchetti seguiranno. E MPLS è l’esempio più calzante di queste reti.

Certo nulla vieta di adottare comunque Internet per applicazioni che risentono dell’andamento di quei tre parametri chiave. La creazione di VPN garantisce la protezione delle comunicazioni, le prestazioni rilevate dagli utenti potranno variare a seconda delle condizioni dei vari link che i pacchetti seguiranno.

Se questa variabilità sia tollerabile o meno alla fine è una decisione di business: il degrado delle loro performance si traduce comunque in un elemento valutabile direttamente (conversazioni poco chiare, connessioni di remote desktop poco funzionali, video di scarsa qualità…) e questo quasi certamente in un costo che va raffrontato al risparmio in spese per la connettività.