Microsoft rinnova la lotta ai pirati

Nel mirino il canale che non utilizza software originale. Che sarà trascinato in tribunale

Nonostante i pessimi dati dell'indagine di Business software alliance che
accredita l'Italia di un tasso di pirateria del 53%, Microsoft non demorde e
continua la sua campagna di sensibilizzazione del canale sul valore del software
originale. D'altronde i dati delle sue indagini segnalano una diminuzione del
fenomeno, almeno per quanto riguarda i rivenditori. Il tasso di pirateria nel
Centro Sud ha registrato una brusca frenata, diminuendo del 20%, con una
percentuale media che si attesta sul 25%, contro il 45% riscontrato solo lo
scorso dicembre. In particolare la Sicilia, la regione con la percentuale più
elevata di offerta di software illegale, è passata dal 47% al 28% di
comportamenti illeciti.


In Campania il tasso si è addirittura dimezzato passando dal
46% al 23%. Al Nord, dove il tasso medio era sensibilmente più basso, la
diminuzione è stata meno significativa: un esempio è rappresentato dalla
Lombardia, dove le visite degli incaricati Microsoft hanno registrato un tasso
di pirateria pari al 12%, contro il 14% di dicembre 2005.

Da aprile 2006, inoltre, la campagna è passata a una nuova fase che prevede l'azione in via giudiziale contro i rivenditori che agiscono in violazione della legge.


Microsoft ha deciso infatti di dare
ancora più visibilità alla sua azione, con la pubblicazione dei nomi dei rivenditori che durante la visita degli incaricati Microsoft hanno offerto software illegale. I nomi saranno comunicati attraverso una campagna stampa sui principali quotidiani locali e sulle maggiori testate di canale e online.

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