Meglio un videogame della “solita musica”

Negli Usa il fatturato dei videogiochi è triplicato nel 2007, mentre quello dei Cd ha avuto una flessione del 10%. Nel Regno Unito c’è stato addirittura il sorpasso delle vendite

Il canale dei videogiochi come alternativa per case discografiche e artisti al costante calo di vendite nel settore della musica? Da tempo se ne parla e alcuni, tra major e musicisti, hanno già sondato questa via con un certo successo. Ma un’indagine svolta negli Stati Uniti dalla società di ricerca Npd non sembra lasciare più dubbi sulla strada da intraprendere: nel 2007 la vendita di videogiochi è triplicata mentre la spesa per Cd è diminuita del 10% e quella per i Dvd video è rimasta invariata.


Secondo Npd questo risultato dipenderebbe in primo luogo dal fatto che tra i principali fruitori di videogame, Cd e Dvd ci siano i giovanissimi, i quali hanno solitamente un budget limitato. E, data la facile reperibilità tramite il P2P delle canzoni dei propri idoli o degli ultimi film in uscita, stanno sempre più indirizzando verso i videogiochi gli investimenti in precedenza destinati a musica e Dvd.


Soprattutto verso il mondo delle console, che nel mese di febbraio negli Usa sono andate letteralmente “a ruba”, nell’attesa dei lanci di software previsti per lo scorso marzo: il giro d’affari dell’hardware ha fatto registrare +19%, con in testa nelle vendite Nintendo DS (587.600 unità), seguito dalla Wii (432.000) e dalla Xbox 360 (254.600). Da sottolineare che, nonostante l’età, la Playstation 2 mantiene un ritmo di vendita superiore a quello della Ps3: 351.800 le unità vendute della prima e 280.800 quelle della seconda. Software compreso, il giro d’affari ha raggiunto 1,33 miliardi di dollari, che sono equivalsi a un aumento del 34% su base mensile.


Relativamente all’Europa, il dato più eclatante del rapporto tra vendite di videogiochi e di musica arriva dalla Gran Bretagna, Paese che in più di un’occasione ha fatto da apripista per ciò che poi sarebbe accaduto a livello continentale. Bene, Oltremanica le vendite di videogame nel 2007 hanno già superatro quelle dei prodotti musicali, minacciando addirittura il primato detenuto dai Dvd video.


I dati raccolti dall’Entertainment Retailers Association, l’associazione dei rivenditori di prodotti di intrattenimento inglesi, riportano che lo scorso anno il giro d’affari dei giochi venduti nei negozi è stato pari a 1.719 sterline (+26%), contro 1.417 sterline (-14%) del mercato musicale e 2.164 sterline (+1%) dei Dvd.


È sicuro che in questi risultati la pirateria giochi un ruolo importante e nettamente sfavorevole al settore della musica, però va anche evidenziato che in testa alle vendite dell’hardware ci sono prodotti come Nintendo DS e Wii, console che hanno saputo attrarre un nuovo pubblico.


Parliamo dei casual gamer, che annoverano persone non più giovani e le donne, utenti sinora piuttosto trascurati dai tradizionali videogame e che invece si sono lasciati affascinare da una serie di nuovi titoli, primi fra tutti quelli volti a tenere in forma il cervello, dando vita in un paio d’anni a un mercato da 225 milioni di dollari. Forse anche loro più che nella “solita musica” preferiscono investire in un po’ di nuova e salutare forma di distrazione.

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