Matteo Panini: Pavarotti e Ferrari, le mie fonti d’ispirazione

Figlio di quell’Umberto Panini che fu cofondatore, assieme ai fratelli, dell’omonima azienda produttrice delle celeberrime figurine, Matteo Panini ci racconta com'è nata l'avventura iXOOST e i motivi del successo che sta riscuotendo, soprattutto all'estero.

Immaginiamo che l’idea di iXOOST sia venuta per unire due passioni, la musica e i motori. Com’è nata l’idea e com’è diventata realtà?
M. Panini. L'idea è nata dopo un incontro presso una piccola azienda della nostra zona, che produce simulatori di guida. Il proprietario mi aveva chiamato, come appassionato e imprenditore, per un parere sul suo simulatore. La mia idea è stata quella di renderlo più friendly nell'uso e più vicino all'aspetto di una Formula 1, consigliandogli anche di giocare con alcuni effetti estetici, come, ad esempio, collocare due casse acustiche nelle marmitte, realizzate ovviamente a Maranello, la culla della Ferrari. Quella stessa sera ho riflettuto su quanto era emerso nella riunione e ha preso vita nella mia testa il progetto di iXOOST. Il successivo passo decisivo è stato poi l'incontro con Mirco Pecorari, che ha trasformato la mia idea in un oggetto finito.

I clienti iXOOST sono tutti appassionati di motori e auto sportive, oppure l’originale design delle docking station riesce a conquistare anche al di fuori di questo pubblico?
M. Panini. Non è detto. Tra i nostri clienti abbiamo soprattutto appassionati di auto e di design, ma non esclusivamente, tanto più che la nuova dock Radial6 è ispirata al mondo aereonautico. Possiamo dire che il nostro cliente è soprattutto un appassionato di "art devices" made in Italy.

Consideri le docking station iXOOST più sistemi audio o più oggetti di design e arredamento?
M. Panini. Noi non produciamo sistemi audio/Hi-Fi, non siamo così presuntuosi da ritenerlo. Siamo una piccola azienda che ha creato una nicchia in questo mondo, dove riusciamo a combinare diversi aspetti legati alla meccanica, al design e al suono. Grazie al rapporto con primarie realtà del settore, non manca naturalmente nemmeno la qualità dell'audio, ma noi vogliamo che la prima cosa a colpire sia il design. Le nostre dock, infatti, sono belle anche spente! L'elevato grado di personalizzazione rende poi davvero unici questi oggetti sonori.

La zona di Modena è nota per la produzione di supercar, ma sembra molto attiva anche in altri settori dell’industria, comprese le nuove tecnologie. Quanto è importante produrre in un territorio che può offrire una attività industriale e artigianale vivace e di alto livello
M. Panini. Da questo punto di vista qui noi siamo in paradiso: da una semplice intuizione siamo arrivati a KM 0 a vederla completamente realizzata. E il tutto, potendo attingere tecnologie e processi da blasonate aziende automobilistiche modenesi. Tutte le dock di iXOOST sono, infatti, montate come una supercar: qualità costruttiva, montaggio manuale e controlli maniacali fanno sì che tutto il nostro sapere si trasformi in un oggetto unico. Direi che non esiste nessun altro posto al mondo dove è possibile realizzare le nostre dock, al punto che mi piace sempre ribadire che i prodotti iXOOST sono realmente "hand crafted in Modena".

Cosa serve per affacciarsi e affermarsi sul mercato in un periodo abbastanza difficile per le aziende del nostro paese?
M.Panini. Ritengo che sia fondamentale la serietà. Parole abusate, come "innovazione", non servono se dietro non c'è anche un vero processo per arrivare al prodotto. Noi, in realtà, realizziamo un processo, più che un oggetto. Se si riesce a trasmettere questa serietà nel fare le cose, unita all'inventiva tipicamente italiana, si è già fatto tanto e l'azienda può affermarsi, anche in un momento difficile come questo. Ritengo che questi elementi rappresentino già un buon 95%, poi rimane un 5% da giocarsi con le proprie carte.

Che valore ha il made in Italy sul mercato internazionale? Avete molti clienti all’estero?
M. Panini. Il valore del made in Italy è sicuramente strategico, in particolare per noi che al momento abbiamo quasi esclusivamente clientela estera. Ma, attenzione, perché non c'è made in Italy, se poi non lo puoi dimostrare. Oggi è molto facile costruire scenografie virtuali ma, come in un film di cowboy, tutti sanno che la città Tombstone è stata ricostruita e dietro non c'è nulla. Il made in Italy deve essere dimostrato non solo dall'indirizzo dell'azienda, ma anche dall'effettivo luogo di produzione.

Ci spieghi la scelta di dedicare i sistemi iXOOST ai dispositivi Apple, iPod e iPhone?
M. Panini. Facile. La parola Apple sarà ben più bella di Android, o no? A parte gli scherzi, penso che Steve Jobs e Steve Wozniak abbiano cambiato veramente il modo di comunicare. Alcuni anni fa si scriveva a due mani, poi con un mouse e una mano, oggi si scrive con un dito, il tutto imperniato all'intuitività di utilizzo e al design. Chi sceglie device Apple è una persona che si riconosce in un mondo ben preciso e noi è a questo mondo che ci rivolgiamo.

Un design dalla personalità così forte rischia di far cadere in secondo piano le prestazioni sonore: nel progettare i sistemi prestate la stessa attenzione anche alla resa audio?
M. Panini. Sì, assolutamente. Tutti i nostri progetti sono testati in camera anecoica e collaboriamo con aziende leader del mondo audio per assicurare le migliori prestazioni sonore possibili.

Ci puoi anticipare qualcosa sui progetti futuri di iXOOST? Avete in mente di esplorare altri mondi, dopo quelli automobilistico e aerospaziale?
M. Panini. A breve usciremo con due nuovi prodotti: una dock più compatta che utilizza la parte centrale di un collettore, che in gergo viene chiamato "4 in 1", e una piccola dock da scrivania "Tubi Tunes". Poi a dicembre realizzeremo il primo motore "sonoro" VuOtto e nel 2015 presenteremo anche il motore da moto "VuDu". Insomma, dove c'è un motore, noi lo "pimpizziamo" con le nostre casse per trasformarlo in qualcosa di iconico e veramente unico.

(Applicando n°339)

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