Machine learning e robot per potenziare il riciclo della plastica

La plastica è un sottoprodotto dello sviluppo economico delle nazioni, o almeno lo è stato in maniera incontrollata quando il tema della tutela ambientale e del riciclo era molto meno sentito di adesso. Il risultato è che - si stima - dagli anni Cinquanta in poi il pianeta è stato "invaso" da quasi dieci miliardi di tonnellate di plastica di cui un po' più della metà giace nelle discariche o inquina mari e fiumi.

Machine learning e robotica possono aiutare quantomeno a non peggiorare la situazione, incrementando l'efficienza delle operazioni di riciclo. Che, per ora, sono giusto un cerotto sulla ferita: si calcola che a livello mondiale solo il 14 percento della plastica prodotta sia poi riciclata. In Europa, per dare cifre più vicine a noi, va meglio: nel 2014 quasi il 30 percento dei rifiuti plastici è stato riciclato.

Alcuni progetti sono portati avanti per aumentare questa percentuale, affiancando ai consueti processi di differenziazione e riciclo dei rifiuti alcune funzioni di riconoscimento visivo e intelligenza artificiale. A Denver, ad esempio, AMP Robotics ha implementato un sistema robotico addestrato a riconoscere e raccogliere i contenitori in cartone, separandoli dal resto dei rifiuti posti su un nastro trasportatore.

Il vantaggio del sistema robotico sta in una maggiore efficienza rispetto agli operatori umani (circa il triplo) e in una accuratezza elevata della selezione dei cartoni. Il risultato principale è stato il dimezzamento dei costi legati alla selezione dei rifiuti.

Il machine learning però permette anche altro. Mentre esamina i rifuti da selezionare per il riciclo, il sistema "impara" genericamente che rifiuti ha davanti e fornisce quindi informazioni potenzialmente utili sulla "produzione" della città. In questo modo il sistema impara e può adattarsi più velocemente alla selezione di nuovi tipi di rifiuti.

I produttori del settore ammettono che c'è ancora strada da fare. Il riconoscimento visivo per i sistemi robotici è sempre un tema delicato e nelle prime fasi si addestramento non è certo al livello degli operatori umani. Sono le potenzialità in prospettiva che rendono questi sistemi davvero interessanti per il futuro del riciclo.

La raccolta di dati da trasformare in informazioni è una di queste potenzialità, unita anche al fatto che comunque in diversi casi la selezione dei rifiuti per il riciclo è un'operazione rischiosa. Affidarla a robot sempre più intelligenti è quindi comunque una buona idea.

In prospettiva si prevedono sistemi sempre più sofisticati che non si limitino solo a identificare un oggetto di plastica ma anche a identificare di che si tratta e di che materiale specifico è fatto. Questa maggiore precisione agevolerà il riciclo, agendo in parallelo con lo sviluppo di sistemi chimici che sappiano "aggredire" le plastiche in maniera mirata, per riciclarle in maniera più efficace dei sistemi convenzionali.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here