M-payment ed e-payment in aumento, ma ancora minoritari

Competitività e compliance definiscono uno scenario complesso in cui i pagamenti mondiali riescono a crescere nonostante la crisi.

Secondo la Banca Centrale Europea il volume dei pagamenti cresce del 4% nell’area Ue, e i dati del World Payments Report 2010, lo studio realizzato da Capgemini, Rbd ed Efma concordano.

Nonostante la crisi finanziaria nel 2009 i pagamenti sono cresciuti, in particolare quelli non regolati con il contante.
Il tasso di crescita dei volumi dei pagamenti non-cash nel 2008 è ovviamente stato più elevato nelle economie in via di sviluppo, come Cina (29%), Sudafrica (25%) e Russia (66%), rispetto ai mercati maturi, come il Nord America, in cui si è registrato un tasso di crescita del 4%.

Il World Payments Report 2010, presentato in Italia durante l’International Payments Summit “Do You Sepa?” organizzato da Sia-Ssb prende in considerazione le più recenti tendenze del mercato mondiale dei pagamenti, tra cui i volumi, l’uso degli strumenti di pagamento e le pressioni regolamentari e analizza sfide e possibilità per le banche.

Il rapporto evidenzia che a livello mondiale le carte sono lo strumento preferito di pagamento non regolato con il contante, con una copertura di oltre il 40% nella maggior parte dei mercati e del 58% a livello globale.

Il report monitora anche l’utilizzo del contante nell’Eurozona, il cui trend dal 2002 è stato interessato da un incremento annuale costante pari all’11% circa.

I Payment Service Provider (Psp) non bancari hanno accresciuto la propria posizione in relazione agli strumenti di pagamento innovativi, ossia gli m-payment, in particolare nei mercati emergenti, e gli e-payment, anche se entrambi costituiscono ancora una bassa percentuale del volume totale di transazioni a livello mondiale.

In risposta alla crisi, i regolatori stanno ridefinendo specifiche indicazioni normative che potranno avere significative conseguenze su elementi chiave del mercato dei pagamenti.
I requisiti di liquidità più stringenti previsti da Basilea 3, in particolare, faranno aumentare i costi, oltre a rendere probabilmente necessario un riposizionamento strategico per le banche.
Ulteriori complessità da considerare sono correlate alla gestione della conformità alla Normativa Antiriciclaggio (Anti-Money Laundering) e alla normativa Antifinanziamento del terrorismo (Anti-Terrorist Financing), con impatti sui costi di elaborazione degli ordini di pagamento, riducendo nel contempo l’efficienza e la velocità dello Straight-Through Processing.

Il report evidenzia anche il trend in base al quale molte banche stanno facendo evolvere i modelli operativi ed architetture di pagamento verso payment hub centralizzati in grado di abilitare sia le strategie di ricavi sia quelle orientate ai costi. Sono modelli che consentono di analizzare, comprendere e monitorare le performance e la profittabilità di ciascun strumento di pagamento, di offrire servizi a valore aggiunto personalizzati sulle esigenze dei clienti e di adattare il sistema di prezzi e fatturazione.

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